Apu, un allarme da Treviso: difesa e attacco rivedibili
Udine non è riuscita a contenere le folate offensive della Nutribullet. Si cerca spesso il tiro dall’arco ma le percentuali sono da ultimo posto (28,7%). Preoccupa Valentine che non riesce ad avere continuità di rendimento

La classifica resta buona, ma l’Apu torna da Treviso leccandosi le ferite. Non è tanto la sconfitta in sé a preoccupare, quanto alcuni segnali d’allarme che non possono essere trascurati.
Indifesa
Si sapeva che la Nutribullet gioca a mille all’ora, soprattutto sul parquet di casa. Eppure Udine non è mai riuscita a contenere le folate dei rapidi e talentuosi esterni di casa, subendo 25 punti di media ad ogni quarto.
E quest’Apu non ha i punti nelle mani per giocarsi la vittoria attorno a quota 100, esattamente come non li aveva l’anno passato.
A far male ai bianconeri non è stato soltanto il “tridente” di Nicola, ma anche gli esterni che nelle rotazioni hanno ovviato all’assenza dell’infortunato Carter, in attesa dell’arrivo di Senglin: Miaschi (che fece a pezzi la difesa dell’Apu lo scorso aprile) e Allinei hanno firmato 11 punti pesanti in coppia.
Vertemati nel dopo gara è stato onesto, affermando che a un gruppo ampiamente rinnovato serve tempo per acquisire la mentalità difensiva necessaria.
Polveri bagnate
Dopo la sconfitta con Trento, parlammo di un’Apu troppo dipendente dalle lune di Battle e Valentine. Il match del Palaverde ha confermato i nostri dubbi, e non ingannino gli 85 punti realizzati, peraltro effettuando quasi 70 tiri su azione.
Perché Valentine, che dovrebbe essere la punta di diamante in attacco, non dà continuità di rendimento (2/9 al tiro e -30 di plus/minus), il pacchetto italiani ha pochi punti nelle mani (15 punti di media in quattro) e si abusa nel tiro da tre nonostante percentuali da brividi: 23,3% a Treviso dopo il 21,2% contro Trento, per un 28,7% di media che colloca Udine in fondo alla statistica specifica dopo le prime quattro giornate.
La speranza è che si sia trattato di due giornate storte, il sospetto è che di specialisti in rosa ce ne siano pochi, soprattutto in confronto al recente passato.
Dilettantismo
Il bottino messo in cascina nei primi due turni dà serenità ai bianconeri, anche alla luce di quanto accade sul fondo della classifica, con Cantù incapace di vincere in amichevole come in campionato e Scafati letteralmente allo sbaraglio in campo e fuori.
Dopo l’ammonizione della scorsa settimana da parte della Fip per l’acqua fredda negli spogliatoi, lunedì la società campana, che aveva comunicato lo scorso 8 ottobre il passaggio dal 5+5 al 6+6, si è vista infliggere una multa di 50.000 euro per aver messo a referto solo 5 giocatori italiani a Bologna contro la Virtus. Lo 0-20 a tavolino non è scattato solo perché la Virtus ha vinto di 25 punti.
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