Allenatori con la sordina: basta critiche agli arbitri

Annuncio del presidente Aiac dopo la riunione di ieri tra tecnici, giocatori e fischietti. Ulivieri: «Non commenteremo gli episodi nel dopopartita». Colantuono: «Giusto così»
ll presidente dell'Assoallenatori, Renzo Ulivieri, in una immagine del 30 luglio 2014. ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI
ll presidente dell'Assoallenatori, Renzo Ulivieri, in una immagine del 30 luglio 2014. ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

«Finita la partita, finisce lì». Il virgoletatto non arriva dall’Accademia della crusca. Sono parole di quel toscanaccio di Renzo Ulivieri, non proprio uno stinco di santo quando era un frequentatore delle panchine di serie A, dalla fine degli Anni 70 e per un trentennio: «Non ero un bell’esempio, ma in campo c’è un arbitro che decide se il comportamento dell’allenatore rispetta le regole e se qualcuno va oltre paga con la squalifica, di questo non abbiamo nemmeno discusso. La cosa che ci sembra più importante è il dopo».

Renzaccio da San Miniato, arrivato all’alba delle 75 primavere con i “gradi” di presidente dell’Assoallenatori, ha parlato così al termine del summit annuale tra tecnici, dirigenti, giocatori e fischietti della serie A, un incontro che si è tenuto ieri allo stadio Olimpico di Roma.

In sottofondo le solite polemichette e più di qualche puntura, non solo da parte del “granduca Mancio” – spesso insofferente nei confronti delle decisioni arbitrali, come confermano i recenti appunti all’arbitro Doveri – , ma anche degli insospettabili, Vincenzino Montella, per esempio, che la scorsa settimana aveva invitato il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, «a prendersi una camomilla». «Io preferisco il tè, gli ho detto che lo prenderemo insieme», ha spiegato ieri lo stesso Nicchi dopo aver incontrato l’allentore della Samp e aver incassato una “tregua” dai tecnici.

«Da oggi non parleremo più dell’operato degli arbitri al termine delle partite», ha dichiarato infatti poco dopo Ulivieri. «Quando ci verranno fatte domande su un rigore o sul comportamento dell’arbitro, la nostra categoria ha deciso che su questi argomenti non parla. Anche perché noi possiamo farlo, mentre gli arbitri non sono nella condizione di poter replicare. È un patto tra persone per bene, ci siamo trovati tutti subito d’accordo. Ma se qualcuno vorrà intervenire, potrà farlo: non ci saranno sanzioni», ha aggiunto Ulivieri.

«Giusto così», ha commentato in modo stringato Stefano Colantuono che, trattenuto a Milano da impegni personali, aveva inviato a Roma, all’incontro, il vice Roberto Beni: «Non farò fatica a farlo». Insomma, il calumet della pace è stato acceso dagli allenatori, spegnendo le ultime lamentele, quelle di Fabrizio Castori, tecnico del Carpi, per l’arbitraggio di Napoli. Al fischietto Doveri. Sì, sempre lui.

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