Via Cannavaro, la frustrazione dei tifosi dell’Udinese: «La società non ha imparato nulla dall’ultima stagione»

Nella conferma del campione del mondo del 2006, i supporter avrebbero letto un gesto di ammenda da parte della società

La protesta dei tifosi il 16 marzo durante la sfida con il Torino
La protesta dei tifosi il 16 marzo durante la sfida con il Torino

Nessuna rivoluzione, Cannavaro, piuttosto, messo alla porta. Liquidato, mandi e tanti cari saluti. Niente sconvolgimenti in vista: ad esser sconvolti solo i tifosi dell’Udinese, spiazzati, anzi contrariati dal trattamento riservato al tecnico napoletano. Da un progetto che ancora stenta ad assumere fondamenta. Rabbia e delusione emergono così dalle voci degli stessi protagonisti della passata stagione: quei supporter che, nella conferma del campione del mondo del 2006, avrebbero letto un gesto di ammenda da parte della società, un segnale per un nuovo corso, costruito su basi tecniche solide.

Quelle che lo stesso allenatore ex Benevento avrebbe preteso quale unica condizione per proseguire la sua avventura in Friuli. «Io lo avrei confermato all’istante – commenta allora Alessandra Zuliani –, ma evidentemente la società non ha imparato nulla dallo spavento vissuto quest’anno». Elisa Z. è dello stesso parere: «Dispiace sia finita così. Cannavaro avrebbe meritato la riconferma dopo la salvezza strappata all’ultima giornata. Con lui si era intravisto qualcosa, dei cambi azzeccati in primis. Evidentemente non si vuole imparare dagli errori commessi. Adesso avanti con un altro “yes-man” senza alcuna voce in capitolo su mercato e modulo da adottare».

Riparte dunque il toto-allenatore, continua la saga più incerta e ricca di colpi di scena mai vista in questo decennio di calcio a tinte bianconere. «Questa piazza ha bisogno di stabilità – lamenta Marco Ferrari –: cambiare mister ogni anno non può essere la normalità. Né tantomeno farlo due o tre volte nella stessa stagione. Se non c’è affezione alla maglia da parte dei calciatori, il motivo è anche un po’ questo. Se la proprietà non è in grado di progettare un rapporto duraturo con gli allenatori, non sarà in grado di farlo nemmeno con i calciatori».

Lo sguardo, dunque, punta al mercato. Più in generale, al futuro della Zebretta: «Cannavaro ha avanzato richieste e garanzie che la società non si è sentita di dare – il pensiero di Eleonora Suerz –: spero che il cambio in panchina avvenga nell’ottica di voler puntare su un mister dal nome meno altisonante ma di maggior esperienza». Sui social, intanto, dilaga il fuoco della polemica. «Idee molto chiare, come al solito», scrive, sarcastico, Erik Londero, via Facebook. «Società vergognosa», infierisce, senza troppi mezzi termini, Massimo Della Maestra. Ancora frecciate sui mesi a venire con Davide Gorizzizzo: «Adesso aspettiamo la farsa del calciomercato e della campagna abbonamenti». E poi una carezza alla Nord. A darla Tiziano Cacciapaglia: «Questi tifosi non si meritano di essere trattati così indegnamente dopo quello che ci avete fatto passare nell’ultima stagione. I tifosi hanno dato tutto quello che avevano: passione, affetto, fedeltà e pazienza. È questo il modo di ripagare chi ama questi colori?».

Dato l’addio a Cannavaro, l’ambiente ora si prepara ad accogliere il prossimo, incerto, timoniere (o traghettatore) per la prossima annata. Da qui la speranza di Ivan Gallizia: «Sarebbe bello se almeno arrivasse un allenatore di buon livello come Juric o un ex che sa cosa vuol dire sudare per i nostri colori, vedi Walem o Bertotto». Fra colori e denari, il tifo continua a soffrire. A manifestare il suo malcontento.

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