«Finalmente potrò ascoltare l’inno della Champions League»

L’ex ds dell’Udinese Giaretta protagonista con i ciprioti del Pafos

Udine, 19 agosto 2015. Udinese calcio. Nella foto, la presentazione di Marco Antonio de Mattos Filho Marquinho da parte del direttore sportivo Cristiano Giaretta. 2015 - 2016.
Udine, 19 agosto 2015. Udinese calcio. Nella foto, la presentazione di Marco Antonio de Mattos Filho Marquinho da parte del direttore sportivo Cristiano Giaretta. 2015 - 2016.

«Finalmente potrò ascoltare l’inno della Champions», ha scritto Cristiano Giaretta sulla sua pagina Facebook, ricordando a tutti che lui, cresciuto e maturato sotto l’ala di Gino Pozzo nel ruolo di direttore sportivo, in Champions ci è appena arrivato in sella a un club che non esisteva nemmeno fino a undici anni fa. I ciprioti del Pafos, di cui l’ex ds dell'Udinese e del Watford è l’architetto dal gennaio del ’23, sono infatti approdati alla fase principale della coppa più ricca dopo un escalation sensazionale avviata dalla conquista del primo titolo nazionale, arrivato a maggio, e proseguita poi nei tre turni preliminari in cui hanno eliminato Maccabi Tel Aviv, Dinamo Kiev e Stella Rossa.

L’approdo in Champions è stato festeggiato a suon di feste e fuochi d’artificio nella piccola e ridente località cipriota di Pafo, nota per le spiagge fino a quando due miliardari russi hanno voluto lanciare in orbita internazionale il club, puntando proprio sul dirigente vicentino che ai tempi del Novara portò in Italia un certo Bruno Fernandes, subito dirottato all’Udinese quando nel ’13 Giaretta fu chiamato da Pozzo. Dopo tre anni in Friuli arrivò l’Ascoli, ma fu nel ’19 che il Giaretta lasciò la confort zone del calcio nostrano per mettersi in discussione in Bulgaria, contribuendo a rilanciare il glorioso Cska Sofia, prima di tornare poi alla corte di Pozzo al Watford, dove è rimasto fino a quando non ha potuto dire di no al progetto russo ora passato alla ribalta perché sulla “spiaggia” di Pafo se ne vedranno delle belle, e non saranno solo turiste.

«Sulla carta Bayern Monaco, Chelsea e Juventus saranno partite quasi impossibili», ha commentato dopo il sorteggio Giaretta, che sull’isola di Afrodite ha costruito una squadra solida sotto la guida del tecnico spagnolo Juan Carlos Carcedo, ex assistente di Unai Emery. Mattone dopo mattone, è arrivata anche la folta chioma di David Luiz, il 38enne difensore brasiliano ex Chelsea. Il valore dell’intera rosa non arriva neanche a 21 milioni di euro, una cifra ridicola se messa confronto con le multinazionali del pallone che affronteranno il Pafos, uno del quattro club su cui ha investito il consorzio russo Total Sports Investemen che fa capo a Sergej Lomakin, nome che figura tra i duemila più ricchi del mondo secondo Forbes.

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