Udinese, Zanetti dopo il ko a Venezia: «Il primo problema è l'autostima, dobbiamo crescere sotto tanti aspetti»
Arriva una sconfitta per l’allenatore all’esordio sulla panchina dell’Udinese: «Bisogna crescere da un punto di vista psicologico ma anche del ritmo». Né applausi né buu dai tifosi del Venezia all’annuncio delle formazioni

«Ci sono dei problemi da risolvere e il primo di questi è l’autostima. Bisogna crescere dal punto di vista psicologico ma anche del ritmo. Insomma, sono tanti i parametri da alzare». Finisce con queste parole la partita di Paolo Zanetti. Da dirimpettaio. Da figliol prodigo respinto, visto che prima di virare su Davide Nicola, c’era anche il suo nome nella short list del Venezia. Nel ruolo di cavallo di ritorno, si sussurrava ieri sugli spalti, non convinceva in pieno i vertici societari arancioneroverdi.
Gli sono rimasti nella tasca i tanti fogli dello studio approfondito di tutti i giocatori che allora erano agli ordini di Stroppa e che si è ritrovato di fronte al Penzo. Pregi e difetti. Un lavoro che, evidentemente, poi ha cominciato a fare quando, messa l’anima in pace per il mancato ritorno in Laguna, ha cominciato ad avvertire gli scricchiolii della panchina di Kosta Runjaic. Al momento del crack era pronto.
Quattro giorni dopo si è vestito da nemico. All’inizio quasi trascurato. Mentre il rettangolo verde veniva inzuppato da una fitta pioggia autunnale, mentre l’Udinese che aveva scelto per lo scontro diretto con il Venezia restava nel ventre della tribuna, lontano dagli occhi dei suoi ex tifosi che, al momento delle formazioni, neppure si soffermano sulle parole dello speaker: «A disposizione del tecnico Paolo Zanetti...».
Nessun fischio. Nessun buu. La curiosità invece è tanta quando, uscito dal tunnel, il tecnico di Trissino gira a sinistra per accomodarsi in panchina, sulla sua panchina, quella che occupava quando era l’allenatore di casa. Flash di ordinanza, poi via con il cappellino per ripararsi dalla pioggia, appostato sulla linea tratteggiata dell’area tecnica che percorre a ripetizione.
A volte sconfina. Di brutto. Quando l’Udinese deve battere la prima punizione davanti all’area si ritroverà addirittura in campo. Lo farà per tutta la partita, marcato stretto dal quarto uomo Bonacina, anche nel secondo tempo. Ma serve a poco: l’Udinese si rivela la solita banda del buco. Altri due gol subiti, non impossibili da evitare. Nicola esulta come un forsennato al triplice fischio finale, Zanetti si infila negli spogliatoi senza neppure salutare l’arbitro. La strada per la salvezza è ancora più complicata di quanto immaginasse.
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