Udinese stellare a San Siro: demolito il Milan
Vendicato il 3-0 dell’andata castigando un Milan a caccia di punti Champions. Zaniolo propizia l’1-0, poi Ekkelekamp e Atta: dopo l’Inter Diavolo ko come 23 anni fa

La vendetta è servita: l’Udinese rende pan per focaccia al Milan impegnato a blindare il piazzamento Champions, segna tre gol a San Siro e chiude la terza partita senza subire gol, aggiungendo al conto Genoa e Como. Come nella stagione 2003/2004 quindi batte a domicilio Inter e Diavolo.
Il gioco delle quattro carte – sì, non le tradizionali tre – stavolta ha fatto andare in bancarotta Massimiliano Allegri. Se infatti nella gara d’andata la Zebretta pagò la decisione di Runjaic di cambiare canovaccio tattico, passando alla difesa “a 4” dopo una partenza tutto sommato convincente – era il 20 settembre, praticamente all’alba di questo campionato –, una svolta tattica che agevolò un clamoroso 3-0 rossonero, a San Siro è stato il Milan a voler cambiare pelle, disegnando sul rettangolo del Meazza un 4-3-3 con Leao – spalleggiato da Pulisic a destra e Saelemaekers a sinistra nel tridente – nel ruolo di centravanti di movimento, una posizione che evidentemente, nei piani di Allegri, avrebbe dovuto favorire “l’estrazione” di Kabasele a centrocampo, un movimento che potrebbe essere definito “a cavatappi” che, invece, ha fatto emergere la duttilità del 35enne belga, sempre più nei panni del leader difensivo, tanto che il portoghese diventa col passare dei minuti diventa sempre più nervoso nelle sue giocate, al punto che prima rischia grosso su una sbracciata che centra in pieno volto il bianconero (l’ammonizione arriva solo per delle incomprensibili proteste nei confronti dell’arbitro Marchetti), poi toglie addirittura il pallone dalla disponibili tà di Saelemakers su un cross di Pulisic.
In quel momento, tuttavia, l’Udinese era già in vantaggio, capitalizzando la rete di Atta, un habituè di San Siro, considerando che aveva segnato anche in trasferta contro l’Inter, altra sfida di inizio torneo. Ieri si è giovato della collaborazione di Bartesaghi che ci ha messo il ginocchio sul destro velenoso del numero 14. Il Milan non è riuscito a reagire allo svantaggio, anzi. Il 3-5-2 di mister Kosta ha messo la museruola alle offensive rossonere proseguendo a tessere la tela della partita interna col Como. Grande attenzione in difesa senza mai disdegnare nelle ripartenze. Con Davis (che si punzecchia a più riprese con Pavlovic) che centra anche una traversa su un sinistro deviato da Maignan. Con Zaniolo che sforna un assist simile a quello del gol del vantaggio a Marassi, contro il Genoa. Il terminale è lo stesso, Ekkelenkamp che arriva con la testa sul traversone di sinistro del numero 10 per siglare il 2-0. E ci sarebbe anche spazio per il tris, sul quale, al termine di un’azione da flipper che Kristensen non riesce a mettere il pallone nel sacco.
Nella ripresa Allegri tenta il tutto per tutto, ma senza abbandonare il modulo di partenza. Fuori Athekame, il terzino destro, dentro Fullkrug, un centravanti, spostando Saelemaekers in difesa, con Leao esterno a sinistra e Pulisic a destra. L’Udinese si chiude, soffre, ma non paga dazio, visto che gli attaccanti rossoneri non sembrano in giornata. Il massimo che ottengono è l’ammonizione di Kristensen, ma alla fine il gol lo segna l’Udinese, dopo la mossa di Runjaic che vede Zaniolo in debito d’ossigeno e lo sostituisce con Piotrowski per avanzare Atta in assistenza a Davis. Ed è proprio lui a segnare il terzo gol, puntando l’avversario e anticipando la conclusione per mettere fuori tempo Maignan. Lo stadio esplode. Maledizioni e bordate di fischi: il sacco di San Siro si materializza. La serata sarebbe perfetta se poco prima della mezzora non arrivasse l’infortunio di Davis che si stende sull’erba toccandosi la coscia. Accidenti, non ci voleva nella corsa a quota 50. —
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