Udinese, il miracolo muscolare ha un nome: Jordi Garcia e il segreto dei motori Davis e Zaniolo

Il Friuli-Bluenergy Stadium si trasforma nella capitale mondiale della preparazione atletica con il "The Football Performance Summit". Il guru spagnolo svela i dati record: «Primi in Serie A per corsa ad alta intensità e riduzione degli infortuni. Monitoriamo i giovani 24 ore su 24, anche mentre dormono»

Stefano Martorano
Udinese's Keinan Davis (L) celebrates with Udinese's Nicolo' Zaniolo after goal 0-2 during the Italian Serie A soccer match Atalanta BC vs Udinese Calcio at the New Balance Arena in Bergamo, Italy, 7 March 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA
Udinese's Keinan Davis (L) celebrates with Udinese's Nicolo' Zaniolo after goal 0-2 during the Italian Serie A soccer match Atalanta BC vs Udinese Calcio at the New Balance Arena in Bergamo, Italy, 7 March 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA

 

C’è un motivo se nelle ultime due stagioni l’Udinese ha visto ridursi il numero degli infortunati, aumentato la corsa ad alta intensità riportando linfa e durata nei muscoli di Keinan Davis e Nicolò Zaniolo, e se il nome della società bianconera ha fatto il giro del mondo tra gli addetti ai lavori per il The Football Performance Summit, l’evento di portata internazionale che martedì ha convogliato al Friuli-Bluenergy Stadium duecento partecipanti e i migliori specialisti mondiali del settore.

Quel motivo si chiama Jordi Garcia, il 51enne spagnolo responsabile della preparazione dell’Udinese, l’uomo sul quale la famiglia Pozzo ha investito due anni fa, trovando un professionista competente e creativo, inserito a mosaico come spalla ideale in una società innovativa come quella bianconera.

Garcia, Magda Pozzo e tutta la proprietà è rimasta molto soddisfatta del primo summit sulla performance di cui lei è stato il promotore.

«Niente sarebbe stato possibile senza l’organizzazione dell’Udinese, che ringrazio. Da parte mia, questo summit era un progetto che avevo da anni e poterlo realizzare è stato un sogno. Riunire a Udine i migliori preparatori, fare networking e confrontarci di persona, è stata un’occasione di grande crescita».

Dal summit è emerso che la Serie A è attardata per intensità di gioco agli altri campionati...

«Il modello di gioco in Italia è più tattico, più statico rispetto alla Premier dove il calcio è più di transizione, con più metri da correre e più contatti. Il tipo di gioco condiziona sempre la performance e quindi l’intensità varia. Negli ultimi dieci anni il calcio è molto cambiato e noi preparatori dobbiamo attenerci al modello di gioco scelto dai tecnici, essendo dei loro collaboratori. Aiutiamo i sistemi tattici, moduliamo l’intensità sul gioco e questa è la chiave».

Venendo all’Udinese, quali sono stati i miglioramenti certificati nelle ultime due stagioni?

«Lo scorso anno abbiamo concluso da primi in classifica nella corsa ad alta intensità, l’high speed running, parametro che abbiamo mantenuto molto alto anche a fine di questo campionato».

Il dato che avrà fatto sicuramente più piacere al patron Giampaolo Pozzo e al tecnico è relativo al basso numero di infortuni...

«Anche qui siamo notevolmente migliorati, raccogliendo il lavoro delle ultime due stagioni. Quest’anno siamo tra le prime tre con il Como, che ha molti giocatori giovani, e il Parma, e siamo primi nella speciale classifica che conta i giorni di attività dei giocatori, quella che misura il rientro in campo tra l’infortunio e la ripresa.

E questa è un’altra chiave della nostra professione perché il nostro compito è tenere il più lontano possibile i giocatori dagli infortuni, potendone migliorare il rendimento, cosa che quest’anno ha dato grandi soddisfazioni con Zaniolo e Davis».

I numeri, a riguardo sono emblematici...

«Sì, perché Davis ha giocato mille minuti in più dello scorso campionato e Zaniolo ne ha giocati oltre duemila venendo da stagioni in cui non aveva giocato mai regolarmente. Oltre alla disponibilità, i due sono stati anche performanti e li abbiamo visti rendere al massimo, come Kabasele a cui si sta allungando la carriera. Lo conosco dai tempi del Watford, quando aveva tanti infortuni».

Garcia, cosa c’è invece nel futuro, visto che come staff dei preparatori vi troverete per la terza stagione consecutiva con Runjaic?

«Progresso della performance e crescita di tutti i giovani, come Miller, Arizala, Bertola. Avremo il vantaggio di conoscere la filosofia del mister e dei dati sui nostri giocatori. Grazie alla tecnologia monitoriamo 24 ore su 24 un giocatore, anche quando dorme».

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