L’Udinese a Como si è vista nel secondo tempo, Runjaic: «Approccio sbagliato»
Dopo il ko di Como il tecnico bianconero difende le scelte iniziali, elogia Miller e chiarisce su Okoye

Fuori la gente sfolla dopo aver salutato Cesc Fabregas e i suoi giocatori sognando addirittura un posto in Champions, dentro, nella sala stampa del vecchio Senigallia, arriva Kosta Runjaic. Solito inglese, ma si fa capire con parole semplici. Non serve nemmeno la traduzione dell’ottimo Jacopo Romeo, l’addetto stampa. «Approccio sbagliato». Non è inglese, è italiano. E approccio non è una parola estranea al vocabolario dell’Udinese.
Inizio morbido
Kosta è chiaro poi, dopo aver augurato un buon 2026 a tutti: «Siamo molto amareggiati, non abbiamo iniziato la partita come avremmo avevamo preparato. Abbiamo perso un sacco di palloni, non li abbiamo recuperati, non siamo stati in partita all’inizio ed è andata bene che il Como non ci abbia fatto altri gol». L’allenatore bianconero poi tocca un tasto dolente.
«Abbiamo regalato un rigore, non è la prima volta che capita e così non va bene».
Cambio modulo
Il mister poi torna sulla sua decisione all’intervallo di cambiare modulo passando alla difesa a 4 e mettendo quattro centrocampisti dietro ai due attaccanti. «Nella ripresa siamo passati alla difesa a 4 e le cose sono cambiate anche perché è entrato un giocatore di grande prospettiva come Miller, che ha tenuto di più la palla e ci ha permesso di riequilibrare le forze in campo in mezzo al campo».
Inevitabile la domanda: cambierebbe qualcosa nelle scelte iniziali? «No», ha risposto Runjaic.
Ripartire dalla ripresa
Che ha continuato: «Abbiamo cambiato modulo, ma abbiamo anche avuto una clamorosa occasione di pareggiare con Ekkelenkamp. Dobbiamo ripartire da quel secondo tempo perché abbiamo davanti mercoledì una partita insidiosa a Torino dove vogliamo fare bene». Montagne russe. O meglio: nebbia e sole, come il meteo ieri nella zona del lago. Runjaic, abituato alla domanda usa il pilota automatico: «È un processo di crescita, abbiamo giocatori giovani alla prima esperienza in serie A – dice – Zanoli è arrivato all’ultimo giorno di mercato come Zaniolo. Dobbiamo migliorare, ma ho ragazzi che hanno voglia di farlo e lavorare duro».
Questione portiere
E Padelli in porta? L’allenatore dà una notizia, controcorrente con la sua scelta. «Okoye è il titolare tra i pali». «Padelli aveva giocato bene contro la Lazio dando alla squadra leadership e tranquillità e si meritava di essere riconfermato. Ora spetta a me in vista di Torino pensare se confermarlo o rimettere tra i pali Okoye.
Si riparte, altro non si può fare. Resta quel modulo cambiato che ha dato un po’ di vita a una squadra che pareva all’angolo e quelle parole su Miller: «Gran talento dal futuro roseo».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








