Malusci avvisa la viola: «A Udine serve un’altra testa. I 120 minuti in coppa peseranno»

L’ex difensore analizza la sfida dei Rizzi: «Fiorentina ancora fragile, l'Udinese avrà il dente avvelenato dopo i cinque gol dell'andata. Decisivi i dettagli e la sfida Zaniolo-Kean»

Alberto Bertolotto

È una Fiorentina che ancora non è guarita. Ne è convinto Alberto Malusci, ex difensore dei viola, che segue attentamente il cammino della formazione di Paolo Vanoli. I toscani, dopo tre vittorie di fila, hanno perso in Conference League con lo Jagiellonia Bialystok, pur passando il turno nell’ambito della doppia sfida dopo 120 minuti. Le scorie di questa fatica potrebbero farsi sentire ai Rizzi, dove secondo l’ex centrale non solo conteranno i dettagli, ma anche «l’approccio e l’atteggiamento mentale con cui si affronterà la partita: farà la differenza».

Malusci, la Fiorentina dopo le tre vittorie di fila sembrava uscita dal tunnel. E invece…

«Sono realista: sino a che la squadra non esce del tutto da questa situazione per me non è guarita. Vedo un gruppo ancora un po’ fragile a livello mentale. A riguardo c’è ancora tanto lavoro da fare. Avevo visto una squadra più attenta nella partita d’andata con lo Jagiellonia. A Firenze doveva vincere, il valore del gruppo deve venire fuori. Per questo dico che deve cambiare la mentalità».

Anche perché la salvezza non è ancora archiviata, tutt’altro.

«È necessario pensare di partita in partita e fare più punti possibili. Ora di fronte c’è l’Udinese, rivale che per la Fiorentina è sempre stata ostica, al di là della sfida d’andata che non fa testo. Per me i cinque gol al Franchi vanno attribuiti all’espulsione di Okoye a inizio partita. La gara fu condizionata da quell’episodio. I bianconeri mi piacciono: sono solidi, compatti, hanno fisicità».

Inciderà nella gara il fatto che i viola in coppa hanno giocato per 120 minuti, dovendo lottare sino all’ultimo per la qualificazione?

«Io spero che incontri come quello con lo Jagiellonia possano far capire che certe prestazioni non vanno ripetute. Se vado a Udine con una mentalità rilassata, perdo pesantemente. Bisogna essere consapevoli che, di fronte, c’è un avversario che perde da tre partite, ma che a livello di classifica è superiore alla Fiorentina. All’andata non ha dimostrato il suo valore e ha incassato cinque gol: i bianconeri avranno il dente avvelenato. Sicuramente il match di Conference League peserà dal punto di vista mentale, fisico e degli infortuni (sono usciti ko Lezzerini, Solomon e Gosens, ndr). Non tutti i viola scesi in campo giovedì saranno della partita a Udine, ma buona parte sì».

A tutte e due le squadre servirebbe un risultato positivo: l’Udinese, di questo passo, può essere risucchiata nella lotta salvezza. Cosa farà la differenza domani?

«Entrambe devono conquistare punti. Sarà una gara aperta. Ritengo che la differenza la faranno i dettagli e, in particolare, l’atteggiamento mentale e l’approccio alla partita».

La sfida nella sfida è quella a distanza tra Zaniolo e Kean, due amici e attaccanti di cui la Nazionale ha bisogno.

«Ho sempre avuto un’ottima opinione di Zaniolo. In lui ho sempre visto le caratteristiche del calciatore moderno. È forte fisicamente, ha un’ottima tecnica, sa attaccare la profondità. A Firenze non ha fatto bene, mentre a Udine ha trovato una piazza dove può esprimersi al meglio. Con Kean sarà una sfida suggestiva, i due si conoscono bene avendo condiviso l’esperienza anche in under 21. L’attaccante viola si sta facendo vedere ora dopo aver faticato a inizio stagione. In chiave Nazionale devono dare il massimo: si possono guadagnare la convocazione per le prossime gare».

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