Trevisan: «Gol evitabili e linea mal posizionata, così l’Udinese ha pagato caro»

L’ex difensore analizza il 2-2 con il Pisa: errori di attenzione, ma quota 50 resta possibile

Alberto Bertolotto

 

«Abbiamo subito gol evitabili», ha detto Kosta Runjaic al termine della partita della sua Udinese col Pisa. Ad approfondire la questione, e ad allargare l’analisi sulla tenuta difensiva dei bianconeri, ci pensa Trevor Trevisan, ex giocatore del Pisa, pordenonese doc che ha nel suo curriculum più di 300 tra serie B e C come centrale difensivo e come laterale. Specialmente sulla seconda rete dei nerazzurri sono stati commessi più errori: «Forse Karlstrom avrebbe potuto dare un occhio all’inserimento di Piccinini, mentre tutta la linea difensiva era mal posizionata».

Trevisan, partiamo dal momentaneo gol del vantaggio del Pisa segnato da Tramoni. Evitabile?

«Sì, secondo il mio punto di vista tutto nasce da una palla persa in uscita di Zaniolo, un errore che tuttavia ci può anche stare. Successivamente Miller avrebbe potuto aiutare Ekkelnkamp andando a raddoppiare su Tramoni, entrato in area e pronto a calciare. Sulla conclusione Okoye invece non ha colpe».

Il pasticcio maggiore sembra essere stato commesso sul secondo gol, non crede?

«In quella situazione, a mio avviso, si sono verificati più errori. Forse Karlstrom avrebbe potuto dare un occhio all’inserimento di Piccinini, che ha colpito di testa costringendo Okoye alla deviazione (in seguito è arrivata la rete, ndr). Sul cross di Tramoni, a ogni modo, tutta la linea difensiva era piazzata male e guardava il pallone anziché gli uomini. Il portiere, anche in questo caso, per me non poteva fare di più».

Il 2-2 finale è stato un risultato corretto?

«Ritengo di sì. È stata una partita combattuta, col Pisa che ha offerto la prestazione che doveva offrire. Se guardiamo il peso specifico delle occasioni create, è l’Udinese a dover recriminare e a pensare di aver perso due punti. Il palo colpito nel finale assieme alla chance mancata da Davis da distanza ravvicinata si fanno sentire».

I bianconeri hanno subìto 32 gol. Da ex difensore e dirigente, come si può migliorare questo difetto?

«Parlo in linea generale ed elenco due principi: bisogna lavorare sull’attitudine a rimanere concentrati per tutti i novanta minuti. È un aspetto difficilissimo da allenare, ci vogliono anni. Inoltre sono fermamente convinto che i difensori che compongono la linea, che sia a due o a tre, debbano parlare la stessa lingua calcistica. Deve esserci un grande affiatamento, con uno dei centrali chiamato ad avere spiccate doti di leadership. Non subire gol è fondamentale: crea una mentalità forte. Sono stato allenato, tra gli altri, da Bisoli e da Ventura: si arrabbiavano particolarmente se incassavamo gol a vittoria acquisita».

L’Udinese affronterà l'Inter priva di Zaniolo, squalificato e infortunato. Peserà l’assenza del numero 10?

«Inevitabilmente, ma i bianconeri hanno alternative soprattutto per sopperire a livello fisico della sua assenza. Nicolò sta facendo bene: se è al massimo è un elemento da squadre come Inter e Milan».

Runjaic ha detto di voler puntare a quota 50 punti con la sua squadra: è un obiettivo raggiungibile?

«Sì, a patto che il gruppo stia bene fisicamente sino alla fine e che migliori in fase di non possesso».

Una battuta finale su Padelli, con cui ha giocato a Pisa nel 2007-’08.

«Daniele è un ragazzo che ogni allenatore vorrebbe in un gruppo. A Pisa arrivò con grandi aspettative e dovette giocarsi il posto con Morello. Andava fortissimo a ogni allenamento, dimostrando grande professionalità».

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