Pierini promuove l'Udinese: «Davis ha la potenza di Beto ma più tecnica. E Kabasele è un fattore»

L'ex difensore analizza il successo sulla Fiorentina: «Udinese quasi salva a marzo è tanta roba. Ora serve continuità puntando sui big».

Stefano Martorano

 

«Davis è stato incontenibile, ma sulla vittoria c’è anche la firma di Kabasele», afferma un Alessandro Pierini rimasto a bocca aperta a cospetto della potenza sprigionata dal centravanti inglese, ma anche dal gol segnato dall’esperto difensore belga, rivelatosi un fattore piacevolmente inatteso nella stagione di un’Udinese che adesso «deve cercare la continuità puntando sui big».

Pierini, come è stata presa in Toscana la sconfitta della Fiorentina?

«Non bene perché la prestazione di Udine è stata un deciso passo indietro rispetto alle attese e con la salvezza ancora tutta da conquistare. Vedendo la partita l’Udinese ha meritato la vittoria e credo che i suoi meriti siano stati evidenti almeno come i demeriti della Fiorentina».

Sotto quali aspetti l’Udinese l’ha convinta di più?

«La squadra mi è piaciuta dopo essere passata in vantaggio perché ha mantenuto il piglio creandosi i presupposti per ripartire benissimo senza soffrire particolarmente. Vero che la Fiorentina ha avuto un paio di grosse occasioni, ma a lungo andare è stata l’Udinese a sfiorare più il raddoppio, trovandolo poi su rigore, di quanto la Fiorentina sia andata vicina al pareggio».

È solo una coincidenza che l’Udinese sia tornata a vincere e a chiudere la porta col rientro di Keinan Davis?

«Non lo so, ma ho visto due grandi protagonisti lunedì, con un difensore esperto che l’ha sbloccata e ha compattato la retroguardia e un attaccante in grado di fare reparto da solo».

Kabasele quindi prima di Davis?

«L'ordine d’importanza non conta, ma è certo che Kabasele sta dimostrando di essere un fattore. È il classico giocatore sul pezzo, il professionista che sa farsi trovare pronto e che ha saputo trasformare in energia la fiducia avuta dalla società e dal suo allenatore. La fiducia è importante per tutti e solitamente chi se la sente tende a dare sempre qualcosa di più».

Qual è invece il giudizio su Davis, analizzato da un ex difensore come lei?

«Mi ha impressionato la potenza sprigionata nelle accelerazioni, dove ha dimostrato di essere davvero difficile da contenere negli spazi. Per un difensore è molto difficile marcarlo, perché Davis è forte con l’uomo addosso nell’uno contro uno, ma anche nel lungo e quindi in campo aperto quando attacca la profondità. Ecco, quando parte palla al piede mi ricorda la potenza che aveva Beto, ma con una padronanza tecnica superiore che dimostra anche sapendo mantenere il pallone sotto pressione. Poi non si fa mai anticipare e sa scaricare palla con i tempi giusti».

Runjaic lo fa cercare anche dalla difesa con la prima palla in uscita...

«È un modo per saltare già metà squadra avversaria, puntando proprio sulla capacità di lavorare il pallone che ha l’inglese, quindi è un’ottima soluzione».

Pierini, con un Davis così adesso lei cosa si aspetta dall’Udinese?

«Faccio prima una premessa legata alla posizione attuale che non era scontata prima del via, quindi credo che trovare l’Udinese quasi salva a inizio marzo e in tutta tranquillità sia tanta roba. Io, ad esempio, non l’avrei detto a inizio stagione. Adesso è chiaro che l’obiettivo dev’essere trovare la continuità mai esibita finora».

Pierini, su cosa punterebbe per arrivare all’obiettivo?

«L’identità di squadra per me c'è, ma quello che deve esserci è l’organico al completo perché questa squadra è davvero difficile da battere se ha tutti i suoi big al proprio posto».

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