L’Udinese c’è, manca solo un vice-Davis

Tanti segnali positivi dalla Fvg Cup, ma pure un problem.a Le alternative all’inglese non sono all’altezza del compito. Runjaic: «Fase più difficile dell’anno col mercato aperto»

Massimo Meroi

 

L’operazione Fvg Cup è perfettamente riuscita. Sotto il profilo dell’immagine, dell’organizzazione e perché no, anche dal punto di vista sportivo. Stadio quasi sold out (24.311 i biglietti venduti, sono rimasti liberi solo pochi posti in tribuna centrale), organizzazione perfetta (bello il ricordo di Baresi e puntuale il minuto di silenzio per il papà di Messi) e poi la vittoria dell’Udinese con tanto di premiazione che a qualcuno è sembrata eccessiva ma che rientra ormai nella formula del calcio inteso come spettacolo. Su queste pagine, ovviamente, si parla di sport e quindi è giusto fare qualche riflessione su quello che hanno detto le due partite con Nottingham e Barcellona finite con l’identico punteggio (1-0).

Porta inviolata

Il primo dato che balza all’occhio è lo zero alla voce gol subiti dopo che nelle precedenti amichevoli l’Udinese ne aveva incassati ben dieci in cinque gare. Il particolare è stato sottolineato anche da mister Runjaic. «Siamo stati determinati, abbiamo difeso bene, questa è una buona base su cui costruire la nostra stagione, ma siamo ancora lontani dal livello che vogliamo raggiungere».

Esagerazioni

Nell’immediato post partita c’è stata forse un po’ troppa enfasi nel celebrare la vittoria della Fvg Cup. Eloquente, in questo senso la risata sarcastica di Runjaic di fronte alla domanda: «È il primo trofeo che alza con l’Udinese, che sensazioni prova?». Il tecnico poi ha opportunamente precisato: «Abbiamo avuto dei segnali positivi, ma avrei dormito bene anche se non avessimo alzato la coppa». Va poi ricordato che l’undici schierato dal Nottingham contro l’Udinese non era il migliore e che nel Barça è scesa in campo una formazione dall’età media bassissima. Questo ovviamente senza voler sminuire il successo dei bianconeri.

I tifosi e l’Europa

Durante la gara con il Nottingham è partito il coro “Kosta Runjaic portaci in Europa”. Quando gli è stato ricordato l’episodio il tecnico non si è scomposto. «Ognuno deve portare avanti il suo lavoro. I tifosi hanno il diritto di sognare, ma noi sappiamo quanto la strada sia lunga, quanti punti servono per riuscire a entrare nelle coppe. Non credo di dire niente di nuovo: l’obiettivo primario è conquistare la salvezza il prima possibile, poi vedremo».

L’insidia

Anche perché, complice un regolamento assurdo, il mercato resterà aperto ancora per tre settimane quando il campionato sarà già cominciato. Molto probabile che Kosta perda qualche pezzo soprattutto nel reparto arretrato. «Questo è il momento della stagione più difficile per un tecnico» ha confermato Runjaic «sappiamo qual è la filosofia del club: comprare giocatori per farli crescere e poi rivendere. È un modello che funziona e che ha permesso all’Udinese di restare sempre tanti anni in Serie A. Più o meno so come dovrebbe essere la nostra rosa alla fine, ma aspettiamo la conclusione del mercato».

Punto debole

È abbastanza normale che per un club della portata dell’Udinese ci sia una bella differenza tra i titolari e i rincalzi. La forbisce è più larga nel reparto d’attacco dove manca un giocatore che per qualità e rendimento possa avvicinarsi almeno un po’ a Davis. Buksa e Bayo, al di là del gol-vittoria sul Barcellona, da quando sono arrivati stanno palesando non poche difficoltà. Ecco, fossimo in Gino Pozzo e Nani uno sforzo da qui alla fine del mercato in entrata lo faremmo proprio in quel ruolo. Se a Davis venisse un raffreddore o incappasse in un infortunio, l’Udinese senza di lui sarebbe un’altra squadra decisamente meno competitiva.

Il recupero del 10

Davis-Zaniolo con il Nottingham hanno dimostrato di essere una coppia di alto livello. Da apprezzare la rapidità con la quale il 10 ha saputo cancellare le polemiche di questa estate e bravo a dire pubblicamente (ne parliamo qui a fianco) di aver sbagliato nella gestione della trattativa del rinnovo del contratto.

Organizzazione top

L’ultimo plauso se lo meritano la macchina organizzativa dell’Udinese e Promoturismo. Tutto ha funzionato alla perfezione. Il timore alla vigilia era quello di sforare con la tabella di marcia in caso di conclusione ai rigori di tutte le partite. Così non è stato. Ora si può cominciare a lavorare con largo anticipo alla seconda edizione. Insisteremmo con la partecipazione di due squadre straniere una top (il Real Madrid?) e una di fascia medio alta.

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