Lampo di Bayo, il Barça 2 va ko: l’Udinese conquista la prima edizione della Fvg Cup

Gli uomini di Runjaic si aggiudicano il trofeo tra due squadre imbottite di seconde linee. La partita è da ritmi bassi, poi il contropiede vale la vittoria di prestigio

Massimo Meroi

La prima edizione della Friuli Venezia Giulia Cup nel cielo di Udine la alza l’Udinese che, a secco di vittorie per tutta la preparazione, spezza l’incantesimo con un doppio 1-0 su Nottingham Forrest e Barcellona.

La terza sfida è stata di fatto una finale visto che nelle due gare precedenti bianconeri e blaugrana avevano battuto gli inglesi con lo stesso punteggio ma con una differenza: Karlstrom e compagni avevano meritato, Rapinha e compagni un po’ meno.

Dopo aver rischiato di prendere gol in almeno tre occasioni hanno goduto di un omaggio dell’arbitro Maccorin di Pordenone, anche lui con una forma evidentemente da registrare, che ha concesso un rigore per un tocco di spalla e con movimento congruo del braccio per usare una terminologia “arbitrese”.

Rivedere quelle maglie blaugrana mescolate a quella a righe bianconere ha davvero portato alla mente il precedente di Champions League del 7 dicembre 2005 quando l’Udinese fu sconfitta 2-0 vedendo sfumare il sogno di approdare agli ottavi di finale con il Chelsea. Entrambe le squadre considerati i risultati delle prime due gare erano dunque chiamate a vincere per portarsi a casa il trofeo del maestro Giorgio Celiberti.

Runjaic, come aveva fatto nelle due amichevoli ravvicinate in Austria con Mainz e Trabzonspor ha schierato la squadra più competitiva con il Nottingham e le seconde linee con il Barça. Ci sta quando si tratta di tenere unito il gruppo e dare una soddisfazione a tutti, poi però lo sviluppo del gioco nella seconda partita ha lasciato parecchio a desiderare e non solo per il livello dell’avversario.

Senza la fantasia di Zaniolo e la capacità di Davis di fare reparto da solo diventa difficile potersela giocare anche contro un Barcellona che si è presentato senza gli otto campioni del mondo. La conclusione di Adeyemi al minuto 12’ respinta da Palma è stato l’unico vero pericolo creato dal Barcellona.

I catalani hanno preso possesso della metà campo friulana mentre l’Udinese non è mai riuscita a ripartire né con gli esterni (Bertola è un difensore e Arizala si accentra sempre) né con Gueye e Bayo, mentre Buksa ha palesato le solite difficoltà a livello tecnico. Flick, che ha schierato a centrocampo tale Tunkara (classe 2010, sì avete letto bene) ha operato una valanga di cambi (otto) quando il regolamento ne prevedeva cinque.

Ha ottenuto l’autorizzazione dal collega Runjaic che invece ha tenuto gli stessi undici andando vicino al gol al 40’ con Gueye che messo in moto da un esterno destro di Zarraga si è allungato la palla finendo per restringersi lo specchio della porta.

A un minuto dalla fine altra ripartenza di Gueye bravo a servire dalla parte opposta l’accorrente Bayo che con un tocco morbido ha superato Szczesny. Dire che il calcio è strano è il minimo. Kosta ha fatto l’unico cambio (Camara per Gueye), poi è scattata la festa bianconera.

Soddisfatto alla fine il tecnico bianconero. Gli chiedono delle vittorie. Lui ride: «Benvenuta Europa». È l’unica cosa che dice in italiano. Quella che conta.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto