Marino sprona l'Udinese: «Salvezza in tasca, ora spazio ai giovani Miller e Arizala»
L'ex tecnico bianconero analizza il finale di stagione: «Puntate ai 50 punti. Runjaic non abbia paura della carta d'identità: a Udine il tempo lavora per gli allenatori. Sorpreso dall'esclusione di Zaniolo in Nazionale».

«Per l’Udinese non è ancora tempo di bilanci, ma di nuovi obiettivi, tra i quali anche il lancio in pianta stabile dei giovani più promettenti». Pasquale Marino se le giocherebbe con questi presupposti le ultime otto giornate di campionato se fosse sulla panchina dell’Udinese arrivata alla sosta sulla scia della vittoria di Genova, un successo «che di fatto ha permesso di barrare con la spunta blu la missione salvezza». Come dire che adesso, fin dalla ripresa del 6 aprile, col Como in arrivo a Pasquetta al Friuli - Bluenergy Stadium, per i bianconeri comincerà un nuovo mini campionato, una fase che il tecnico siciliano vede «come una notevole opportunità per tutti, anche per lo stesso Runjaic».
Marino, la Nazionale si sta prendendo la scena per l’atteso spareggio Mondiale con la Bosnia, ma alla ripresa ci saranno ancora 24 punti in palio per l’Udinese...
«Non sono pochi e il calendario deve spingere i bianconeri a dare il massimo dopo il successo di Marassi, che di fatto ha timbrato la salvezza con due mesi di anticipo».
Dove possono arrivare i bianconeri?
«Ai 50 punti sicuramente, anche se non la vedrei solo in questa prospettiva perché gli obiettivi si possono programmare e inseguire anche in piccole fasi, e quest’ultima della stagione l’Udinese l'affronta avendo già ottenuto il primo obiettivo. La condizione psicologica è quindi ideale per mirare a un finale in crescendo, sia cercando di vincere ogni partita e sia lavorando per il futuro sui giovani».
Tuttavia, sembra che quello dei giovani sia un orecchio dal quale Runjaic ci sente poco...
«Per come è strutturata questa Udinese si può essere competitivi anche con i giovani in pianta stabile e siccome ne ho visto di interessanti, come Miller e Arizala, credo che si possa osare. Capisco Runjaic, perché noi allenatori vogliamo essere sempre competitivi e vincere a modo nostro, ma con fiducia e coraggio si può lanciare titolare chi è bravo e si allena bene, indipendentemente dalla carta d’identità. A Udine lo feci con Isla e Asamoah, diventati titolari dopo avere avuto una crisi di risultati importante, e i fatti mi diedero ragione anche con Sanchez».
Marino, qual è il criterio per capire se un giovane è pronto o meno?
«Ovviamente è soggettivo, ma io e Runjaic sappiamo che a Udine il tempo lavora bene per gli allenatori e un tecnico può avere un bel margine di sicurezza prima di lanciare i ragazzi. Detto questo, sono dell’idea che un’investitura vale e la titolarità dopo il lancio non è un rischio, ma conferisce sicurezza a tutti. Vedendo Miller e Arizala, per esempio, ho la sensazione che questi ragazzi siano il futuro».
A proposito di futuro, come se lo immagina quello di Runjaic?
«Non posso rispondere se non per mia esperienza personale ed essendo stato a Udine a lungo posso dire che bisogna avere entusiasmo e stimoli, che ovviamente devono essere condivisi da proprietà e squadra, quindi si può proseguire se c’è sempre un bel rapporto su tutta la linea, altrimenti è meglio chiudere prima».
Alla ripresa mancherà Davis col Como, ma ci sarà Zaniolo.
«Zaniolo che mi aspettavo di ritrovare anche in Nazionale. La sua mancata convocazione mi ha sorpreso, e lo confesso, perché sta facendo un’ottima stagione. L’assenza di Davis sarà un tema per Runjaic che dovrà affrontare la vera squadra rivelazione della stagione. Il gioco di Fabregas è sotto gli occhi di tutti».
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