Udinese calcio, Atta non riesce più a incidere
Il talento francese più che al mercato deve pensare a rilanciarsi con i bianconeri. Runjaic a Marassi l’ha sostituito con Piotrowski e la mossa si è rivelata azzeccata

L’infortunio a bicipite femorale che l’ha tenuto fuori a dicembre, poi una lunga risalita alla ricerca della miglior condizione, quindi il gol e l’assist di Verona che sembravano aver riacceso la luce: un segnale disatteso, visto che Arthur Atta è nel bel mezzo di un black out da due mesi a questa parte.
Proprio così, il giocatore forse più tecnico e talentuoso tra quelli a disposizione di Runjaic, il 23enne francese di Rennes, non riesce più a incidere per quello che ci si aspetta, tanto che il tecnico tedesco l’ha addirittura sostituito nell’intervallo dell’ultima gara prima della sosta, quella di Marassi contro il Genoa e bisogna riconoscere che stavolta mister Kosta ci ha visto bene inserendo in corsa Kuba Piotrowski, visto che con un centrocampo ancora più muscolare seppur privo di un talento cristallino è riuscito a puntellare la “linea Maginot” dei bianconeri e a propiziare quelle ripartenze con le quali l’Udinese ha costruito i gol vittoria contro i rossoblù di Daniele De Rossi.
«Non bisogna pretendere troppo da lui, è alla sua prima stagione da titolare», aveva detto Runjaic prima di imbarcarsi per la Liguria, dove ha confezionato la sesta vittoria stagionale in trasferta. Ma l’impressione è che anche il tecnico sia rimasto deluso dalla risposta di Atta sul rettangolo del Ferraris, dove serviva anche una buona dose di quella che gli argentini chiamano “garra” per incidere sul risultato. Arthur non si è segnalato per alcuna voce positiva nel report della Lega Serie A della gara contro il Genoa, tabula rasa, neppure un fallo subito, solo 14 palloni “lavorati” a metà campo, ma senza la capacità di trasformarli in suggerimenti preziosi. Braccato di continuo da Messias in tandem con Marcandalli, il 14 ha finito per isolarsi in una zona defilata, spesso sulla sinistra, prima dei essere sostituito precocemente.
Proprio il ruolo sembra essere l’equivoco dal quale deve uscire prima possibile il francese che ha fatto spesso il trequartista a supporto della punta centrale (quando è stato piazzato tra le linee), che ha uno scarso feeling calcistico, in termini di “incastri tattici” con Zaniolo e che da mezzala, invece, non azzecca una partita da tempo. Cosa è Atta? Quale è la posizione che potrebbe esaltarlo in chiave futura? Questi i punti di domanda da chiarire prima possibile, visto che il talento del ragazzo non può essere messo in discussione.
Il finale di campionato dovrà fornire una risposta, anche sull’opportunità di un ulteriore anno di apprendistato in bianconero, allontanando le sirene del mercato che nella prima parte della stagione avevano cantato insistentemente. —
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