Di Michele: «Udinese, valuta un’alternativa a Davis»
L’ex attaccante raccomanda: «Serve un altro come l’inglese, bisogna mantenere alta la concorrenza in attacco. Zaniolo? Doveroso tenerlo, il club ha fatto uno sforzo»

«Trattenere Zaniolo era doveroso e sono stati bravi i Pozzo a non mollarlo, ma adesso una vera alternativa a Davis deve esser valutata». È David Di Michele a vestire virtualmente i panni del consulente di mercato per un’Udinese che l’ex bianconero tra il 2001 e il 2006, ora allenatore, vede sempre più al sicuro nelle mani di Kosta Runjaic, di cui sottolinea il lungo mandato. «Restare tre anni a Udine è una rarità per un allenatore. Evidentemente ha trovato la giusta chiave per farsi apprezzare».
Di Michele, che opinione s’è fatto sul caso Zaniolo?
«Era doveroso tenerlo e se la società ha fatto lo sforzo è perché ha intravisto in lui la volontà di ritornare a buoni livelli, come poi il campo ha dimostrato. Tuttavia, per rialzarsi a Zaniolo serviva anche un ambiente funzionale e Udine si è dimostrata ideale. Piazza, tifosi, società, allenatore, e ci metto pure Inler nel suo ruolo, hanno evidentemente fatto sentire a casa il giocatore. Sono aspetti che i Pozzo hanno sicuramente considerato prima di decidere di trattenerlo, convinti che il ragazzo possa puntare anche al ritorno in Nazionale».

La permanenza del numero 10 va già considerato l’acquisto top dell’estate bianconera?
«Sì, specie dopo la cessione di Atta che dava tanta qualità alla squadra. Tuttavia, sono sicuro che la società ha già in mano il sostituto del francese. Adesso però non bisogna fermarsi, ma proseguire la costruzione dell’Udinese puntando a non perdere pezzi da novanta».
Come ad esempio Solet e Kristensen che potrebbero restare...
«Esatto. Tuttavia, se proprio dovesse partirne uno io sacrificherei Kristensen perché il danese è bravo nella marcatura sull’uomo, ma Solet è più abile nella costruzione del gioco palla al piede. E sul mercato ne trovi pochi come Solet e molti come Kristensen».
Intanto l’Udinese ha confermato Davis fino al 2031.
«Davis è stato semplicemente imprescindibile e con Zaniolo forma una coppia bene assortita. Col suo modo di giocare Davis attira un paio di difensori in marcatura e così libera Zaniolo, ma l’inglese è unico nel suo genere e serve qualcun altro con le sue caratteristiche».
Quindi non bastano Buksa, Bayo e Gueye?
«No, perché bisogna avere alternative importanti per sviluppare il gioco e poi bisogna mantenere alta la concorrenza nel ruolo, specie se si vuole fare uno step successivo».
Da fare con Runjaic che intanto ha riproposto il 3-4-2-1...
«Va bene cambiare modulo, anche se potrebbe poi rivelarsi un 3-5-2 mascherato. Bisognerà vedere il nuovo Gomez, ma se il basco ha le caratteristiche di Zaniolo, l’altro trequartista dovrà essere Ekkelenkamp, oppure uno con le sue caratteristiche di corsa e sacrificio visto che l’olandese garantisce il recupero palla».
Intanto Pafundi potrebbe andare in prestito al Catanzaro e Bravo è stato ceduto al Watford.
«Pafundi può crescere molto a Catanzaro dove hanno appena sfiorato la serie A. Ci sarà tanta pressione. Bravo a me piaceva, ma non ha dimostrato nulla a Udine dove non è entrato nella mentalità del club. Non ha capito che poteva emergere anche partendo dalla panchina e ci si aspettava che alzasse il livello, anche se il nostro è un calcio molto tattico e in Italia non è semplice».
Sugli esterni è arrivato Vojvoda, in attesa di Zanoli, e a sinistra è stato confermato Kamara con Arizala alle sue spalle...
«Vojvoda non mi aveva impressionato molto al Torino, dove spiccava per la qualità della corsa, ma al Como è salto molto di livello. E quando giochi con una squadra tecnica devi saperti migliorare, come ha fatto. Per me quindi è un buon colpo, anche per la sua esperienza. Kamara è molto fisico, ma a livello difensivo dovrebbe migliorare tantissimo».
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