L’Udinese va in vantaggio e viene ripresa dal Como, poi Bayo sbaglia il gol vittoria a tre dalla fine: finisce 1-1

Primo tempo convincente concluso in vantaggio grazie a Kamara. Poi il pareggio avversario per colpa di una disattenzione su corner. Nel finale l’ivoriano fallisce clamorosamente la rete del 2-1

Pietro Oleotto

Nella settimana che ci ha tolto il più grande baio al mondo, il mitico Varenne, l’Udinese recapita sul destro del suo Bayo, un autentico ronzino, la palla che avrebbe potuto stendere, a tre minuti dal 90’, i millonarios dal calcio italiano, quelli del Como. Alla fine la Zebretta, miracolata da una traversa piena colpita nel recupero dalla squadra di Fabregas, deve accontentarsi di un punto e degli applausi del suo popolo, convinto da un primo tempo arrembante, durante il quale ha sbloccato il risultato grazie a una perla sull’asse Ekkelenkamp-Kamara, e di una ripresa passata a presidiare la trincea dopo il pareggio lariano, ma anche a cercare con insistenza lo spiraglio giusto per sorpassare di nuovo gli avversari.

In 22 mila con le mani nei capelli per quel gol mangiato da tre punti: il commento a Udinese-Como 1-1

Prima con un colpo di testa mandato alto da Gueye e poi con il già citato Bayo che ha spedito verso un’incredula Curva Nord il pallone del possibile 2-1. Un’impresa che era riuscita già lo scorso anno al centravanti della nazionale della Costa D’Avorio, una volta famosa per il killer instinct di Drogba. Chi segue abitualmente l’Udinese non può dimenticare la conclusione che all’inizio della scorsa stagione graziò il Cagliari allo stesso modo. Stavolta il flop è stato ancora più fragoroso. Per lo spessore della rivale, una squadra che giocherà la Champions, per il momento della partita e per l’assenza che ieri ha comunque condizionato la prestazione della squadra di Runjaic, costretto a rinunciare a Keinan Davis, complice un affaticamento dell’ultimo minuto che ha fatto largo Idrissa Gueye nell’undici di partenza.

Mister Kosta ha scelto così, ritrovandosi senza Adam Buksa, quello che avrebbe dovuto essere il sostituto del centravanti inglese che nelle prossime ore sarà sottoposto ad accertamenti strumentali per verificare l’entità dell’infortunio (toccate ferro). Il polacco, infatti, era già a Maiorca, ceduto in prestito con diritto di riscatto nelle mani degli spagnoli senza che qui ci sia un vero alter ego di Davis, visto che la trattativa per il serbo Jovan Milosevic alla fine non ha preso la piega attesa, indirizzando il giovane centravanti in Portogallo, a Braga.

Qui arriverà sicuramente qualcuno di modo che ci sia una vera alternativa nel ruolo di centravanti, ma non perché Gueye abbia fallito. Tutt’altro. L’attaccante senegalese, più portato alle accelerazioni che ai duelli rusticani, ha comunque fatto impazzire l’ex Chelsea Chalobah per 70 minuti, fino a quando è stramazzato tra l’erba, richiedendo l’intervento dello staff medico bianconero che poi l’ha portato a braccia fuori dal campo, un contrattempo per il quale andranno verificati gli eventuali strascichi (Gueye non riusciva letteralmente ad appoggiare il piede destro a terra), mentre i danni si sono potuti registrare già nel finale del match, disputato dall’improponibile Bayo.

Perseverare è diabolico, si suol dire, ma Gino Pozzo non ha questa qualità perché non sa soppesare le qualità dei giocatori in rosa: è probabile che, dopo l’ennesima giocata maldestra, faccia uscire anche l’ivoriano per liberare spazio e piazzare l’ultimo colpo di mercato. Anche perché, viste le premesse, questa potrebbe essere davvero una stagione ricca di soddisfazioni. Il 3-4-2-1 disegnato da Runjaic è ordinato e potente, grazie ad Ekkelenkamp (e Unai Gomez nel finale) sulla trequarti, ad fianco di Zaniolo, il centrocampo sembra reggere l’urto col duo Karlstrom-Piotrowski (e poi Miller) in mezzo, la difesa, che si giova ancora delle prestazioni del gioiello Solet, ha retto l’urto con Palma centrale nel primo tempo, vista l’assenza dello squalificato Kabasele. Nella ripresa, complice un problemino ad adduttori, il baby ha ceduto il posto ad Ebosse che si è piazzato sul centrosinistra, mentre sull’altro fianco Abankwah è stato sorprendentemente piacevole.

Il gol subito? L’unica vera distrazione, su un corner, alla quale Okoye non ha messo una pezza a differenza di quanto fatto poco dopo con una parata prodigiosa che ha sbarrato il passo al Como. Il risultato è tutto sommato giusto, ma il calcio vive di momenti e l’attimo fuggente Bayo non l’ha saputo cogliere.

 

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