Udinese a due facce sul lago: nebbia, reazione e sconfitta a Como
Primo tempo da incubo, ripresa di orgoglio ma non basta: il Var cancella il pari di Zaniolo

Per un tempo l’Udinese resta nella nebbia che avvolgeva tutto fino a un chilometro dal lago, si fa surclassare dal Como, non la vede mai, va sotto, poi ritrova il sole, si mette a giocare e sfiora pure il pareggio. Perde. È un pranzo indigesto per i bianconeri in riva al lago di Como, perché la squadra di Runjaic, attesa ora mercoledì da un altro viaggio a casa del Toro, continua a cercare la parola continuità. Che non c’è nemmeno durante una partita. La differenza tra primo e secondo tempo è lampante, al netto della superiorità dei lariani di Fabregas che quando vogliono ai rivali non la fanno vedere. Meditate.
Fa un freddo becco in riva al lago, c’è il sole ma un km più in là la nebbia incombe. L’Udinese sulle maglie mette la scritta “Lignano Sabbiadoro” invece che “Io sono Fvg”. Voglia di mare. Voglia di tranquillità che fa rima con punti per la banda di Runjaic, che sceglie tra i pali ancora il vecchio Padelli subito osannato da quasi mille tifosi arrivati dal Friuli. Fabregas mette in panchina il gioiello Nico Paz, influenzato, martedì, in questo inizio di 2026 a tutta Serie A giocherà a Pisa, che poi sabato verrà a Udine.
La qualità dei lariani dei milionari indonesiani Hertono è altissima lo stesso, come la circolazione palla a terra. Il pane di Cesc. L’Udinese prova a rispondere con compattezza e fisicità. I fronzoli di Solet restano in panchina. Si sbraccia, però, subito il mister, vuole difesa alta e personalità davanti, ma Ekkelenkamp che dovrebbe accendere la luce invece perde palloni.
Poi al 16’ la solita frittata: Piotrowski spinge Moreno, e non ce n’era bisogno: rigore. Da Cunha fa secco Padelli. Rumba in salsa catalana 1 – impotenza e disattenzione bianconera 0. Film già visto. “Forza Udinese” incitano i tifosi. Ma i lariani fanno quel che vogliono. E Runjaic non sa che lucci o persici pigliare.
Tiro a giro fuori di poco di Rodriguez al 27’, miracolo di Padelli nel recupero su un tacco di Perrone.
Fine primo tempo: gioco zero, idee zero, reazione zero. Lusso, dicono in Friuli.
“Vogliamo 11 leoni” cantano i friulani. Si riparte: fuori Kamara, dentro Miller e difesa a quattro. Per fortuna è un’altra Udinese: fa più nei primi cinque minuti che nei precedenti quarantacinque. Ekkelenkamp però a tu per tu con Butez mette fuori divorandosi il pari. Peccato mortale.
Gioca ora l’Udinese, regge la velocità dei lariani. Zanoli corre e il gol di Zaniolo arriva, ma è illusione: il Var annulla per fuorigioco. La pantomima dell’arbitro Arena lo certifica. Intanto il Como riprende la rumba e Douvikas spacca la traversa.
Entrano Nico Paz, Ehizibue, Solet, Bravo. Runjaic prova a rimescolare tutto, ma l’Udinese resta al gol annullato. Altro peccato mortale. Altra sconfitta
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