L'Udinese cade anche a Napoli: no, l'esperimento tattico di Runjaic non è andato a buon fine

I bianconeri chiudono il campionato al decimo posto. Il paròn Gianpaolo Pozzo senza regalo di compleanno. Decisivo Hojlund su assist di De Bruyne. Furia friulana contro l'arbitro Zanotti per il rosso a Kabasele

Pietro Oleotto

Dopo quello al Friuli - Bluenergy Stadium con la Cremonese, l’Udinese subisce un altro 1-0, stavolta al Maradona, senza riuscire così a fare un regalo di compleanno al paròn Gianpaolo Pozzo che compie 85 anni. Cosa resta allora della recita conclusiva di una Zebretta che ha chiuso il campionato al decimo posto? Runjaic ha provato a inserire degli elementi nuovi anche nell’ottica di quella frase pronunciata prima di partire alla volta di Napoli: «Ho ancora un anno di contratto, qui il lavoro non è finito».

Così, sfruttando gli spazi aperti dagli infortuni, in particolare quello di Nicolò Zaniolo che gli ha privato Keinan Davis della spalla sulla quale l’Udinese ha costruito le proprie fortune stagionali, il tecnico tedesco non ha schierato Buksa accanto al centravanti inglese, cioè un’altra punta di riferimento, e neppure l’agile e scattante Gueye: alle spalle del numero 9 c’è invece una coppia per declinare il tradizionale 3-5-2 in un altro modulo, un 3-4-2-1 con Piotrowski e Atta trequartisti, o meglio, tuttocampisti, in grado di tentare l’inserimento in fase offensiva, ma anche di dare una mano alla coppia in mediana, composta da Karlstrom e Miller.

Ecco, dopo le perplessità sorte valutando la posizione dello scozzese contro la Cremonese (quando era stato utilizzato da mezzala), quello al Maradona sembra poter essere il ruolo del teenager di Wishaw, capace di giocare nello stretto, di tentare qualche lancio anche di prima intenzione, anche se il tallone d’Achille sul quale dovrà lavorare in ottica futura resta sempre lo stesso. Non è in grado di mettere il fisico per contrastare e regolare le ripartenze avversarie. Non si tratta di un dettaglio di poco conto per un centrocampista che vuole avere una carriera di respiro internazionale. Il prossimo anno sarà chiave sotto questo aspetto.

Ma mister Kosta vorrà lavorare proprio lì? Vuole cioè aumentare il peso offensivo dell’Udinese e la sua elasticità nella manovra inserendo un trequartista per posizionarlo accanto a Zaniolo alle spalle di Davis? Un interrogativo che tornerà buono per il resto dell’estate, in particolare quando farà quadrare i conti del bilancio tattico, per il quale saranno determinanti entrate e uscite. Impressione: Atta più Zaniolo là davanti potrebbe essere un lusso, tanto che accanto al francese col numero 14 a Napoli ha piazzato Piotrowski che ha interpretato il ruolo alla propria maniera. Tanta corsa, poca qualità. E forse anche troppa generosità, tanto che il gol della squadra di Conte è nato proprio su un disimpegno avviato da Meret (anche piuttosto rischioso) sul quale De Bruyne, subentrato al posto dell’infortunato Alison (dopo soli 9 minuti), ha verticalizzato in modo magistrale per Hojlund.

Insomma, l’esperimento non è riuscito. O almeno, non è Piotrowski l’uomo giusto per un futuro in quella posizione. Tanto che all’inizio della ripresa, dopo aver visto la sua Udinese concludere solo un paio di volte verso Meret (con Karlstrom il tiro dal limite più pericoloso), Runjaic prima ha spostato Piotrowski in mediana in un 3-5-1-1 e poi ha inserito Gueye per tornare al 3-5-2. Quindi un’altra mossa a sorpresa per sondare il tridente Buksa-Davis-Gueye e, allo stesso tempo, Miller regista. La prima azione è sembrata da manuale, con Davis che si gira e si ritrova in vantaggio su Juan Jesus, entrato per Olivera. Decisione balneare dell’arbitro Zanotti, non solo perché arriva da Rimini. Si tratta dell’ennesimo arbitro inedeguato osservato quest’anno in Serie A. Dopo pochi minuti un giallo a Kabasele su Hojlund diventa, su consigliato della sala Var occupata dagli illuminati Provera e Pairetto, un rosso per «fallo violento».

La vera violenza la subisce solo l’Udinese che si ritrova con una mezzora da giocare con un difensore in meno e il tridente davanti. La reazione dell’Udinse è quasi di nervi. Arriva così a un passo dal pareggio con Atta dal limite. Poi tanto Napoli che controlla e chiude la pratica mentre mister Kosta toglie Davis per inserire Zarraga tirare i temi in barca. Meno male che era una partita di fine stagione.

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