Udinese calcio, il piatto piange
Da una parte i dubbi sull’arbitraggio, dall’altra il terzo ko di fila. L’Udinese è in un momento negativo: non sa più pareggiare

Il pareggino non è un vezzeggiativo. Nel calcio dei tre punti è in tutto e per tutto un diminutivo, ma l’Udinese non sa più pareggiare e questo è un handicap notevole nel quadro di una stagione che è contraddistinta da alti e bassi, da momenti di grazia e down, da uno stato di forma al top che scende in picchiata per colpa degli infortuni. Si può discutere, riguardo all’argomento, su più fronti: da una parte la scarsa produzione offensiva della Zebretta. Alla fine ha centrato lo specchio difeso da Skorupski per 3 volte, sui 12 tiri indirizzati verso la porta dei rossoblù, ma il fatto che si sia sbloccata soltanto dopo il rigore decisivo trasformato da Bernardeschi, la mezzora della ripresa, ma dice lunga sull’atteggiamento troppo prudente dei bianconeri.
A questo punto si può inserire l’appunto sull’arbitraggio del signor Matteo Marcenaro della sezione di Genova, apparso estremamente impreciso nella valutazione dei contatti. Il riferimento non deve essere fatto esclusivamente sul “rigorino” un tocco di Karlstrom sullo scarpino di Castro che il direttore di gara giudica fuori dall’area e che trasforma in un rigore dopo l’intervento del collega Marini dalla sala Var di Lissone. Non va neppure a rivederlo al video a bordo campo, ma a questo punto non si capisce perché nella gara d’andata con il Sassuolo il Var, allora Gariglio abbia richiamato l’arbitro Parenzoni dopo aver valutato lieve il contatto tra il difensore e Solet, colpito effettivamente. Nessuna scusa allora, dalla tribuna televisiva di “Open Var”, la trasmissione di Dazn che analizza gli episodi controversi e fa parlare il rappresentante dell’Aia, non sempre il designatore Rocchi.
Ieri, per esempio, è toccato a Tommasi, ex arbitro di Bassano del Grappa: nessun episodio sulla partita di Bologna, neppure la gomitata rifilata a Vitik a Zaniolo che ha causato solo un’ammonizione... Peccato che il cartellino se lo sia preso Buksa per proteste. Marcenaro, una volta visto il sangue uscire dal naso di Zaniolo, ha bofonchiato un «Sorry», ripreso dalle telecamere. Inutile reclamare il “rosso”, il fischietto genovese non ha visto nulla. E, tutto sommato, è stato pure promosso da chi lo giudica. Nuovi La Penna crescono. Segnatevi il nome: Marcenaro.
Detto questo, forse il superiorità numerica nell’ultima mezzora l’Udinese avrebbe potuto affondare il colpo, o almeno pareggiare, come avrebbe dovuto fare a Lecce e col Sassuolo in casa per ritrovarsi a quota 35 con la sensazione che la prossima sfida con la Fiorentina può trascinarti davvero verso il basso. —
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