Udinese calcio, difesa sotto la lente tra passato e futuro

In vista della partita di lunedì sera a Verona Runjaic deve decidere se sarà a 3 o a 4. Affare Mlacic intricato, muro per Kumbulla

Pietro Oleotto
Christian Kabasele
Christian Kabasele

Da una parte la trasferta di lunedì a Verona, dall’altra il mercato che avrà ancora una settimana di tempo per concretizzare gli affari impostati nell’ultimo mese e che, per quanto riguarda l’Udinese, sono proiettati soprattutto se non esclusivamente verso il futuro, visto che si parla in special modo di difensori che dovrebbero aiutare la transizione da una stagione all’altra a giugno, quando un paio di titolari dovrebbero “uscire”: Thomas Kristensen e Oumar Solet su tutti.

Ma se si osserva attentamente la dinamica della stagione, anche la partita contro l’Hellas rappresenta un modo per guardare al futuro, seppur immediato, visto che con i punti in palio nell’ultima gara della 22ª giornata, i bianconeri eviterebbero di essere risucchiati verso il basso, dove la situazione è poco leggibile, a tratti caotica tra avversarie blasonate coinvolte e risultati a sorpresa. E in quest’ottica è chiaro che proprio il reparto arretrato dovrà fornire un rendimento all’altezza. L’Udinese non è più la squadra che ha subito più gol di tutte, anche se le ha presi già 33. È quella che ha la difesa peggiore in rapporto alla posizione in classifica, ma tralasciando le statistiche per privilegiare la praticità, ha subito almeno una rete nelle ultime sei giornate, durante le quali ha raccolto 5 punti (una vittoria e due pareggi). L’ultimo clean sheet risale a quaranta giorni fa, quando l’undici di Runjaic vinse per 1-0 al Friuli - Bluenergy Stadium col Napoli.

Questione di tattica? No, questione di attenzione. Scarsa, in alcuni frangenti. Perché se i singoli sono dei prospetti interessanti sul mercato, non si può dire altrettanto in termini di continuità di rendimento con la maglia bianconera addosso. A Verona mister Kosta potrebbe scegliere il “caro vecchio” 3-5-2 con Kristensen, Kabasele e Solet in difesa o puntare sul 4-4-2, modulo nel quale la linea a protezione dell’area si allargherebbe verso destra per fare posto a Kamara a sinistra. O a Bertola, elemento che può essere schierato anche a destra, in virtù di una certa duttilità.

In attesa nelle scelte del tecnico tedesce è uno dei nomi sui quali la società Udinese conta anche in prospettiva futura. Ha superato Goglichidze nella gerarchia delle “riserve”, anche se l’ipotesi di una partenza del georgiano per mettere minuti nel serbatoio della propria stagione è da escludere, a meno che non arrivi in corsa proprio un centrale, visto che il reparto è già stato alleggerito con il prestito secco del promettente Palma alla Sampdoria.

In questo scenario si inserisce la voce dell’albanese di Peschiera del Garda, Marash Kumbulla (cresciuto proprio nell’Hellas Verona), di proprietà della Roma, con la quale ha un contratto fino al giugno 2027, ma attualmente in Spagna al Mallorca, dove gioca poco (7 presenze nella Liga) e dove però non vogliono sentir parlare di una fine del prestito anticipata. L’Udinese, invece, continua a lavorare sul fronte Branimir Mlacic, il 18enne dell’Hajduk Spalato sul quale era in vantaggio l’Inter fino al cambio della procura, passata nelle mani di Fali Ramadani. Proprio nelle scorse ora i bianconeri hanno ribadito al procuratore macedone che non sono interessati a un arrivo immediato del ragazzo che potrebbe finire la stagione in Croazia in prestito per poi trasferirsi a Udine in cambio di 5 milioni e una percentuale sulla futura rivendita. Ma attorno a Mlacic stanno ronzando anche Como, Bologna e pure Juventus, secondo gli ultimi report. Dall’estero, poi, dicono che anche il Barcellona si è interessato a Mlacic. Un autentico groviglio di voci. —

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