Udinese, caccia al colpevole per non finire in Serie B
Dopo Venezia è ora di accelerare i giudizi e mettere da parte chi sta sbagliando. Chakvetadze sopravvalutato, Karlstrom in difficoltà, Miller imbarazzante. Okoye addormentato sul primo gol, è il momento di provare Mrozek in porta

Il secondo gol subito a Venezia, quello che vale l’ultimo posto in classifica, è l’emblema della pochezza dell’Udinese.
Ed è il manifesto di quello che bisognerà cancellare nel giro di due settimane affidandosi a Paolo Zanetti che, nel dopo partita, ha parlato di un cambio di mentalità da proiettare sul campo, di aggressività da ritrovare, tutti ingredienti che dovrà aggiungere alla zuppa bianconera durante la sosta senza poter contare su 13 nazionali, in pratica metà rosa. Non esattamente il massimo.
La rete del 2-1
La “caccia al colpevole” è uno sport nazionale, ma il questo caso, con 5 punti in 11 giornate di campionato, da qualche parte bisognerà pure cominciare. Zanetti – è logico – cercherà di non gettare a mare alcun elemento della rosa, ma l’ora dei semplici warning è ormai finita, bisogna tirare le somme. Partiamo dunque dal gol emblema, da quella mancata chiusura su Kike Perez, libero così di puntare il mirino verso la porta dell’Udinese.
Correva il minuto numero 65’, il ventesimo della ripresa, e Chakvetadze era entrato da appena due minuti al posto di Piotrowski: posizione sul centrodestra. È lui che dovrebbe marcare Perez, impedirgli il tiro, invece si allarga su Mazzocchi, lasciando a Karlstrom, che era in posizione centrale, la chiusura. Tiro, gol. Il capitano si gira verso il georgiano e gli indica la posizione lasciata scoperta.
Il capitano è in difficoltà? Sì, dall’inizio della stagione ha fatto vedere che sono troppi per lui i metri da coprire in una mediana a due, per questo è stato affiancato anche da Ekkelenkamp venerdì, oltre che da Piotrowski nell’undici titolare. Serve qualcosa di più robusto di un Giorgi Chekvetadze, causasico rappresentato dalla “Vision Foot” di monsieur Roger Henrotay, vecchio navigatore del calcio belga dove ha stretto amicizia con Mogi Bayat, agente che collabora da anni con Gino Pozzo. Da qui a immaginare che il georgiano sia stato smistato dal Watford all’Udinese per dargli un’altra chance il passo è breve. E breve dovrebbe essere anche il suo soggiorno nel calcio italiano per potenziare una mediana piena di punti di domanda. Avete visto come è entrato in corsa Lennon Miller? Avete visto i due corner battuti corti senza avere neppure il fiatone? Imbarazzanti per un 20enne.
Il primo errore
Dal Watford viene anche Maduka Okoye che sulla parabola – da eurogol? – del 2-1 non è riuscito a intervenire. C’è chi lo assolve, impressionato dal fatto che il pallone sia finito nel sette, altri sottolineano che il portiere era sulla traiettoria, non certo fulminante. Il nigeriano, comunque, non sta attraversando un grande momento, se ne sono accorti un po’ tutti, tanto che vedere al suo posto il polacco Bartosz Mrozek già il 22 novembre a Bologna, alla ripresa, non sarebbe una sorpresa. Sulla rete del primo vantaggio veneziano, infatti, ci ha messo ancora di più del suo, bucando l’intervento sul quale era arrivato con comodità. D’accordo, la copertura di Piotrowski e Karlstrom su Basic è la prima causa del gol, ma Okoye adesso non si sta confermando all’altezza della Serie A.
Il vero problema
La fase difensiva è dunque un difetto non di poco conto. Zanetti deve aver segnato l’argomento con un “circoletto rosso”.
Un altro è quello dell’astinenza di Keinan Davis che ha provocato l’autogol a Venezia, ma ha sprecato almeno un paio di altre occasioni d’oro per portare in vantaggio l’Udinese, una per tempo, centrando un palo e sbagliando la scelta del diagonale, parato dal portiere avversario in uscita. Il punto è che l’unico sostituto sarebbe quel Vakoun Bayo gettato nella mischia nel finale. Anche lui non vale la Serie A, anche lui sta facendo la figura del giocatore raccomandato nell’orbita di Bayat. Giocatori che a malapena erano all’altezza della B inglese, commentavano ieri su “X” i tifosi del Watford. «Noi ci lamentiamo della nostra rosa, loro devono essere assolutamente furiosi». Abbastanza, grazie. A gennaio c’è tempo per farli ritornare al via. Come a Monopoli.
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