Di Gennaro: «L’Udinese deve cambiare mentalità e capire che gioca per non retrocedere»

Il commento: «Per me il momento della squadra è raffigurabile nella mancata chiusura di Karlstrom e Chakvetadze sul gol di Kike Perez. L’Udinese aveva appena pareggiato: non esiste subire il gol della sconfitta in quel modo»

Stefano Martorano
Un momento della partita contro il Venezia
Un momento della partita contro il Venezia

«L’Udinese deve cambiare subito mentalità e capire che giocherà per non retrocedere». La chiosa sulla sconfitta di Venezia è di Antonio Di Gennaro, da questa stagione voce tecnica a commento nelle telecronache di Dazn. L’ex trequartista di Verona e Fiorentina (e della Nazionale) ha analizzato la prima uscita della Zebretta di Paolo Zanetti dopo averla commentata dal Penzo.

Di Gennaro, c’è una flash che può spiegare l’Udinese ultima in classifica?

«Sì. Per me il momento della squadra è raffigurabile nella mancata chiusura di Karlstrom e Chakvetadze sul gol di Kike Perez. L’Udinese aveva appena pareggiato e in un frangente simile, vista l’importanza della partita, non esiste subire il gol della sconfitta in quel modo».

Nel dopo partita Zanetti ha detto che ci sarò molto lavoro da fare: manca intensità, la squadra che gioca a folate.

«Ha ragione, ma va cambiata innanzitutto la mentalità perché qui ci sono giocatori che non sono abituati a giocare per non retrocedere. L’anno scorso l’Udinese ha fatto un buon campionato, è partita bene in avvio col Como, poi si è spenta».

Di mezzo c’è anche la componente atletica a suo parere?

«C’è la testa, l’atteggiamento. Vero che c’era paura all’inizio perché i punti valevano doppio in questa sfida diretta, ma l’aspetto più preoccupante è la mancanza degli equilibri difensivi che bisogna mantenere e quelli valgono per tutti gli obiettivi, dallo scudetto alla salvezza. Non si arriva da nessuna parte senza avere equilibri».

A riguardo crede che possa essere scollinata la frontiera della difesa a quattro?

«Negli ultimi minuti è stata provata, Zanetti in carriera ha adottato entrambe le linee, ma a tre o a quattro cambia poco perché l’importante è difendere bene creando un blocco basso facendo anche le preventive e le scalate mettendoci la rabbia agonistica che il Venezia ha mostrato. Venezia che Nicola ha rivoltato considerando i soli cinque gol subiti dal suo arrivo, di cui tre sono stati autogol».

Di Gennaro, Zaniolo e Davis sono in crisi?

«Si avverte carenza in attacco e mancano i gol dell’inglese. Zaniolo un po’ egoista lo è sempre stato di suo, fa parte delle sue caratteristiche, e poi l’ho visto retrocedere parecchio quando invece le sue doti potrebbero fare la differenza nell’ultimo terzo di campo».

 

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