Udinese, caccia al "colpo da maestro": Zaniolo falso 9 la tentazione di Runjaic

Senza Davis, il tecnico bianconero studia la mossa a sorpresa per il Sassuolo. Buksa scalpita, ma l'autonomia è un rischio. Bayo verso la bocciatura.

Stefano Martorano

 

Non è un con un bel mantello nero, il cilindro e il bastone che Kosta Runjaic ridarà forma all’attacco dell’Udinese scopertosi anemico a Lecce senza l’infortunato Keinan Davis. Per cercare l’effetto speciale, domenica a pranzo col Sassuolo, alle 12.30 al Friuli-Bluenergy Stadium, non serve infatti vestirsi da mago bensì un coup de theatre, un colpo da maestro, una di quelle mosse che non t’aspetti e che riflettano ingegno, intuito e ricerca affinché le componenti esaltino le parti formando un corpus organico.

È una premessa che porta dritti alle scelte che sta operando mister Kosta al Bruseschi in questi giorni, dopo avere finalmente capito che Vakoun Bayo non può reggere il peso, né avere l’abilità di Davis di innescare i centrocampisti lavorando palla per poi servirli. Già, ci è voluta la controprova di Lecce per mister Kosta dopo la precedente pallida prestazione dell’ivoriano a Cremona da unica punta, per convincerlo che questa scelta “non s’ha da fare”. Scomodiamo pure uno dei passi più iconici dei Promessi Sposi di manzoniana memoria, aggiungendoci che per non fare il Don Abbondio conformista della situazione, Runjaic sta vagliando proprio una sorpresa che potrebbe portare a Nicolò Zaniolo come “falso 9”. L’idea è al vaglio, come si è capito dalle esercitazioni in cui il 10 sembra avere aumentato l’autonomia dopo la panchina di Lecce, dove forse ha pagato dazio anche al comportamento non esemplare avuto nel finale con la Roma, quando si rifiutò di dare la mano al tecnico a fine partita. Come dire che il tempo ha fatto il suo corso e che gli elementi si sono chimicamente riavvicinati in attesa dell’attrazione fatale. Perché tale potrebbe essere la versione di un 3-4-2-1 con Atta e Ekkelenkamp alle spalle di un 10 che agisce da falso 9 solo sulla carta, visto che Zaniolo la palla comunque sa metterla a terra e smistarla meglio di Bayo e di quell’Adam Buksa che è la grande tentazione, ma con rischio incorporato, di Kosta. Già, il polacco non ha i 90 minuti nelle gambe dopo l’infortunio al soleo che gli ha precluso gennaio, e investirlo della titolarità all’inizio sarebbe un azzardo. A meno che Runjaic non opti per un 4-4-2 che ha preso anche in considerazione ieri, con Zaniolo e Buksa davanti, in modo da alleggerire gli oneri del suo pupillo Buksa, fortemente voluto con tanto di richiesta formalizzata e accettata da Gino Pozzo a fine estate.

Eccole qui le due possibilità sul tavolino, là dove i maghi fanno anche il gioco delle tre carte chiedendo quale sarà l’unica con la faccia diversa dalle altre due. Ecco, al di là dell’abilità del mazziere, ci sarebbe davvero da meravigliarsi se comparisse il volto di Bayo o quello di un Idrissa Gueye che a Lecce ha fatto sobbalzare sulla sedia chi si aspettava un impatto decisamente più assennato del ragazzo. Va da sé che, nel caso di un 4-4-2 con Atta e Ekkelenkamp da esterni, resterebbe fuori Zemura che a Lecce si è guadagnato anche la fiducia dopo il rigore. È un altro fattore sul quale sta meditando Kosta, sperando che stavolta estragga il coniglio giusto.

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