Tesser promuove l’Udinese: «Niente cali, ma col Sassuolo servono le antenne dritte»

L’esperto tecnico analizza il finale di stagione dei bianconeri: «Campionato positivo, non temo un crollo come l’anno scorso. Berardi è il pericolo numero uno».

Stefano Martorano
(foto Andrea Lasorte)
(foto Andrea Lasorte)

«Con o senza Davis vedremo ancora l’Udinese protagonista nel finale di stagione, ma adesso sotto col Sassuolo che va preso con le pinze». C’è un tramonto rosa e del tutto diverso dalle grige nuvole sotto le quali si concluse lo scorso campionato, nella previsione che Attilio Tesser dedica all'Udinese chiamata a drizzare le antenne in vista del lunch match col Sassuolo, ospite domenica alle 12.30 al Friuli - Bluenergy Stadium. Nonostante lo scivolone di Lecce che ha riproposto i dubbi sulle effettive motivazioni dei bianconeri a un passo dalla salvezza, il tecnico non teme infatti il crollo avuto nello scorso finale di stagione, quando furono solo 4 i punti raccolti nelle ultime 10 giornate.

Tesser, dove nasce la fiducia per il finale di stagione della Zebretta?

«Dal riconoscere il campionato dell’Udinese come già decisamente positivo. Lo dice la classifica e lo dicono prestazioni ottime a cui sono state allegate vittorie prestigiose con Inter, Atalanta, Napoli e Roma. Il gruppo c’è e vedo anche molti giocatori con spiccate motivazioni personali».

D’accordo, ma c’è anche la discontinuità dei rovesci inattesi come l’ultimo a Lecce, e domenica arriva il Sassuolo, ennesima “piccola” contro cui l’Udinese spesso fatica...

«La discontinuità di cui si parla la interpreto più come singoli cali di tensione sui quali poter lavorare mantenendo alta la concentrazione e ponendo sempre un obiettivo perseguibile, che a mio parere potrebbe essere migliorato di poco rispetto alla buona classifica a cui è già arrivata l’Udinese».

Tesser, il calendario ora propone Sassuolo, Bologna e Fiorentina. È un trittico che può lanciare in alto, ma in caso contrario portare anche a dei sorpassi dalle retrovie.

«Invece non farei proprio nessuna tabella e lo dico per esperienza sia da calciatore che da allenatore. Ogni partita fa storia a sé e l’Udinese lo sta proprio dimostrando, quindi meglio drizzare le antenne e pensare solo al Sassuolo che ho visto giocare e vincere a Pisa con un calcio dinamico, esaltato da un Berardi sempre sugli scudi, ma anche da quel Matic che a Udine invece non ci sarà per squalifica. È un’avversaria che va presa con le pinze, come lo saranno Bologna e Fiorentina che hanno trovato difficoltà impreviste, ma che restano buone squadre».

Ai bianconeri invece manca Davis. Dopo la bocciatura di Bayo si aspetta un cambiamento tattico da Runjaic?

«No, magari solo qualche sfumatura, vediamo se ci saranno i due trequartisti sottopunta ancora, se Buksa sarà prescelto a Bayo, ma non si cambia la struttura per l’assenza di un giocatore, seppur di uno come Davis che è un vero punto di riferimento».

Bocciato Bayo, e soprattutto rimandato Gueye. Non c'è il rischio che si ripeta quanto visto con Bravo?

«Facciamo una premessa, che porta a dire che un giocatore bravo emerge prima o poi. Magari ci vogliono sei mesi, ma alla fine emerge. Detto questo, per i giovani concorrono più fattori, dal tempo a disposizione, che potrebbe essere maggiore nel finale di stagione, al lavoro negli allenamenti e quindi allo spirito di sacrificio».

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