Udinese, l'analisi di Marino: «Rosa da top 10, ma Davis volerà in Premier»

L'ex dg bianconero promuove il mercato dei Pozzo: «La squadra migliore degli ultimi 13 anni, ma la classifica non le rende merito. Zaniolo resterà ancora un anno, Solet è già pronto per una big»

Sempre tempo di calciomercato quando a parlare è Pierpaolo Marino, l’ex dg bianconero che non ha bisogno di aspettare la fine della stagione, con le ultime otto giornate di campionato pronte a scattare per l’Udinese a cominciare dalla sfida al Como di lunedì prossimo al Friuli - Bluenergy Stadium, per individuare i possibili scenari dei giocatori più rappresentativi della Zebretta: «Credo che Zaniolo resterà ancora un anno, al contrario di Solet che è pronto per andare in una big, mentre Davis avrà molte richieste dall’estero, specie dalla Premier». Tutte previsioni spese al netto di una stagione in cui l’Udinese «si ritrova una classifica assolutamente non adeguata alle due potenzialità, visto che la rosa è la migliore degli ultimi tredici anni».

Marino, la classifica sarà pure non adeguata, ma la salvezza è arrivata in largo anticipo. Perché guardare al bicchiere mezzo vuoto?

«Per rendere il giusto merito al lavoro encomiabile della proprietà Pozzo che ha costruito una rosa bella e articolata, senza dubbio la migliore negli ultimi tredici anni per completezza nei ruoli. Vedere l’Udinese sgomitare a stretto contatto con la neopromossa Sassuolo non rende merito al lavoro di allestimento fatto ai piani alti, quindi al momento la società non è stata ricompensata».

Lo sarebbe arrivando in quale posizione?

«Entro le prime dieci, perché se solo dovesse chiudere all’undicesimo posto sarebbe poco consono. Ho la netta sensazione che questa squadra avrebbe potuto esaltarsi e la dimostrazione è arrivata proprio nelle vittorie più illustri. Paradossalmente, i successi con Napoli, Inter, Roma e Atalanta hanno dimostrato che in molte altre partite l’Udinese è stata sotto performante rispetto alle sue qualità».

Sono considerazioni che chiamano in causa il progetto di gioco...

«Sinceramente non sono riuscito a capirlo, anche se la perdita di Zanoli è stata una mazzata importante, visto che l’ex napoletano aveva dimostrato di sopperire alle carenze sulla fascia destra. In generale, l’Udinese si è troppo modellata sulle avversarie anziché avere la personalità d’imporsi, come ha dimostrato anche l’ultima trasferta di Genova. Contro le medio-piccole l’Udinese ha dato l’impressione di non prendere mai il dominio del gioco che invece avrebbe potuto esprimere per le caratteristiche dei suoi uomini».

Marino, a questo punto è inevitabile chiederle se a suo parere l’Udinese farebbe bene a proseguire ancora con Runjaic.

«È una domanda da girare a Gino Pozzo, del quale mi fido. E comunque il tecnico deve ancora arrivare alla quota punti ottenuti da altri suoi predecessori recenti, senza contare che Sottil, Gotti e Cioffi sono stati attenti anche alla valorizzazione dei giocatori, e qui basta pensare all’Udogie ragazzino arrivato da Verona o al Molina svincolato dal Boca Juniors».

Chi sono i giocatori poco valorizzati?

«Miller ed Ekkelenkamp, centrocampisti da incursione, ma in assoluto Atta è il primo della lista. Il francese dovrebbe far parlare tutto il campionato in maniera prepotente e invece resta ancora una potenzialità inespressa. Può fare molto, ma bisognerebbe portarlo vicino alla porta avversaria perché ha molti più gol nelle gambe».

Magari fin dalla ripresa col Como, quando mancherà lo squalificato Davis?

«Assolutamente sì, anche perché parliamo di un’assenza chiave, visto che ritengo l’inglese ancora più importante di Zaniolo».

Ha notato scarso feeling in campo tra Zaniolo e Atta?

«Il feeling doveva esserci tra Zaniolo e Davis, e così è stato per fortuna, mentre Atta va sfruttato di più».

Marino, in prospettiva mercato crede che Davis possa attirare l’attenzione di qualche big italiana dopo aver raggiunto la doppia cifra a otto giornate dal termine?

«Sì. L’unico handicap erano i problemi fisici, ma Davis ha dimostrato di averli superati per garantire sufficiente affidabilità. Tuttavia, credo che le richieste arriveranno più dall’estero e specie dalla Premier».

Zaniolo invece?

«Credo che resterà ancora una stagione all’Udinese dopo aver superato l’ultima prova di appello in un contesto ideale come Udine, dove non ci sono soverchie distrazioni e dove la società ti accudisce. Certe volte dà l’impressione di avere fiammate d’irascibilità e irrequietezza, quelle che a mio parere hanno indotto Gattuso a non convocarlo in Nazionale».

Marino, chi è invece pronto al grande salto?

«Solet merita di andare perché è un giocatore fantastico, un jolly incredibile, anche se non sta chiudendo la stagione sui suoi livelli. Anche Kristensen è molto seguito, assieme a Atta».

Alla ripresa arriva il Como...

«È l’Atalanta di due anni fa, quella che allegoricamente possiamo paragonare al dentista citato da Guardiola. Adesso chi l’affronta soffre. L’Udinese ha sempre giocato bene di rimessa contro le squadre che impongono il gioco come il Como, anche se i lariani hanno possibilità di scegliere più modi di giocare». —

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