Dalla sedia del Bernabeu al Friuli: è tutto vero, David Alaba ha scelto l'Udinese
Niente "fake news": il campione da oltre 500 presenze tra Bayern e Real arriva a Udine da leader. L'entusiasmo tra i tifosi per l'innesto d'esperienza

Sì, è proprio tutto vero. Lo svincolato David Alaba firmerà un contratto annuale con l’Udinese con cui ha raggiunto l’accordo sull’ingaggio dopo le visite mediche superate a Villa Stuart, a Roma, al termine di una giornata che per i tifosi della Zebretta è cominciata in mattinata con la notizia circolata sul web, al punto che in molti hanno pensato si trattasse del classico “fake”.
E invece no, è tutto vero, con quell’anticipazione data dalla stessa Udinese che sul suo profilo Instagram ha postato una foto con una sedia bianca al centro. Per capire l’indizio bisogna tornare a marzo ’23, quando quella stessa sedia fu alzata e fatta roteare al cielo del Bernabeu da Alaba dopo un 3-1 rifilato al Paris St.Germain, in Champions League.
È la stessa sedia che il Real ha voluto inserire nel suo museo al Bernabeu, lo stadio che il 34enne difensore austriaco ha salutato lo scorso 23 maggio, giocando gli ultimi 70’ col Real, dopo 132 partite con i blancos. Ne aveva giocate invece 431 al Bayern Monaco, giusto per rendere l’idea dello spessore di un giocatore prestigioso sul quale l’Udinese si è buttata sopra con la stessa voracità di un rapace a stomaco vuoto. Eh sì, perché se Alaba oggi firmerà l’accordo con cui potrebbe anche chiudere la sua carriera in Friuli, dopo essere stato cercato da Lazio e Union Berlino in estate, è perché i Pozzo hanno visto che così proprio non va. Non va il rendimento della difesa che ha incassato undici gol nelle prime cinque partite di campionato, là dove Christian Kabasele, pure lui stagionato con 35 primavere sulle spalle, ha palesato difficoltà insospettabili fino a maggio scorso. Sì, il belga è l’uomo da sostituire, ma attenzione perché non è detto che sia Alaba a farlo, anche se l’austriaco ne ha giocate 228 da centrale, seppur nella difesa “a 4”, la linea che Kosta Runjaic potrebbe anche decidere di prendere in considerazione se i numeri delle reti al passivo non andranno al ribasso nelle prossime tre partite con Torino, Lecce e Milan alla ripresa. L’idea della società, infatti, è di piazzare Alaba a sinistra al posto di Oumar Solet, portando il francese sul centro destra, lasciando a Matteo Palma l’onere di lanciarsi da centrale in una stagione che per lui è nata con la titolarità datagli da Runjaic col Como, l’infortunio, ma anche con la corte serrata che gli stanno facendo da una parte il ct Roberto Mancini, e dall’altra Jurgen Klopp dall’altra, per la Germania. Fosse così, il sacrificato sarebbe James Abankwah, il 22enne irlandese che senza dubbio è stato la rivelazione in positivo di una retroguardia in cui Nicolò Bertola ha perso punti e posizioni agli occhi di mister Kosta.
Sono quindi attesi sviluppi, anzi una rivoluzione a meno che non si decida di affidare ad Alaba il ruolo da centrale, anche se “a tre” sarebbe un rischio. Di certo, oggi l’Udinese chiude il cerchio, dopo aver cercato in estate Nemanja Gudelj, il 35enne poi finito al Getafe, e l’ex napoletano Juan Jesus che si è appena sposato in Brasile. La speranza che Alaba sia davvero un gran colpo, e non una “sola”, come lo fu l’arrivo di Sebastian Prodl nel 2019, è data anche dalle recenti partite giocate al Mondiale dall’ex Real appena escluso dalla nazionale di Ralf Rangnick, che ieri non ha voluto commentare la notizia dell’imminente arrivo di Alaba all’Udinese a poche ore dalla sfida con Israele. È così che Udine si prepara ad accogliere un campionissimo che potrà diventare un leader visto il “sangue blu” ereditato dal padre, un principe ereditario nigeriano, di Akure che una volta trasferitosi a Vienna per studiare economia cambiò vita diventando un popolare dj e rapper. È a Vienna che Alaba è nato, il 24 giugno '92, dalla madre filippina, vincitrice in gioventù di un concorso di bellezza nel suo Paese d’origine.
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