Verso Cagliari-Udinese, parla Leonardo Semplici: «Qualità friulana contro il "catino" sardo»
Il tecnico toscano analizza il match di sabato all'Unipol Domus: «Udinese più esperta e tecnica, ma le motivazioni della salvezza e il fattore campo possono pesare a favore dei rossoblù»

«L’Udinese è più tecnica e esperta, ma il Cagliari non è ancora salvo e lo stadio è un catino caldo per tutti». Rileva i differenti obiettivi tra le due squadre e individua nel fattore campo una variabile affatto trascurabile Leonardo Semplici, il tecnico toscano che presenta la sfida che si giocherà sabato, alle 15, all’Unipol Domus, con lo sguardo attento e competente dell’addetto ai lavori pronto a rientrare nella mischia dopo l’anno sabbatico trascorso lontano dalla panchina.
Semplici, l’Udinese sta arrivando in forma al finale di stagione e con l’obiettivo di arrivare ai 50 punti...
«È un traguardo che ci sta tutto perché anche quest’anno l’Udinese ha fatto il suo, disputando un buon campionato e riuscendo anche a valorizzare e lanciare alcuni giovani di livello. Adesso gioca per i 50 punti, ma l’obiettivo vero, tuttavia, è stato già raggiunto da tempo al contrario del Cagliari. Da quelle parti devono ancora centrare la salvezza matematica. Anche se manca poco, per gli addetti ai lavori è sempre tanto».
Le motivazioni faranno quindi la differenza?
«Sì, in questo caso possono farlo, anche se poi c’è sempre il campo dove l’Udinese si presenta con due fattori non secondari di vantaggio, avendo la migliore qualità tecnica a disposizione in rosa e l’esperienza, mentre il Cagliari può contare anche sull’apporto del suo pubblico. Giocare all’Unipol Domus non è mai facile per nessuno e non è un caso che 22 punti su 37 i rossoblù li hanno fatti in casa, nel loro catino che sa diventare bello caldo. Il Cagliari in casa può anche non vincere, ma la prestazione la fa sempre».
Soppesiamo i rossoblù...
«Hanno fatto un bel campionato mettendo in evidenza alcuni giocatori che si stanno affermando, a partite da Palestra che è arrivato in Nazionale. È un ragazzo che conosco bene e che ha fatto un grande salto. Caprile si è affermato in via definitiva e per un periodo si è messo in vetrina anche Kiliçsoy. Pisacane poi è un allenatore giovane che si è distinto anche con la Primavera, e il fatto di avere avuto la tranquillità di lavorare, anche grazie a dirigenti esperti, gli ha permesso di evidenziare qualità che hanno tenuto la squadra sempre due-tre punti sopra la zona a rischio».
Da collega a collega, come giudica invece la stagione di un Runjaic che ha ancora un contratto a Udine per la prossima stagione?
«Intanto ha conquistato la fiducia della piazza e di tutto l’entourage societario. Non era facile calarsi nel nostro campionato venendo dall’estero, e i risultati sono stati centrati. L’eventuale permanenza sarebbe di buon auspicio con la prospettiva di fare un ulteriore salto di qualità come l’Udinese potrebbe fare, cominciando dal circoscrivere quella discontinuità che in questa stagione non le ha permesso di affacciarsi nelle zone superiori di classifica, dove io pensavo potesse arrivare».
Il mercato farà la sua parte, ma intanto Karlstrom ha rinnovato per due anni e Zaniolo è pronto a restare...
«L’apertura di Zaniolo è importante perché quest’anno si è riproposto in maniera continuativa, e io lo vedo anche in prospettiva Nazionale».
A Cagliari Atta si presenta on fire dopo essere stato premiato come migliore under 23 del mese di aprile dalla Lega Serie A.
«È uno di quei giocatori da tenere nel caso la società volesse puntare a qualcosa di più. Atta è balzato all'attenzione con la qualità, così come ha fatto Solet e lo stesso Davis. È chiaro che tenere questi grossi calibri permetterebbe a Runjaic di avere una squadra importante».
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