Insulti razzisti a Davis e rissa finale: l’Unipol Domus rovina la festa. Karlstrom: «Inaccettabile»
Cartellino giallo, poi ritirato, per il calciatore bianconero. Nel post partita arriva la solidarietà dei compagni di squadra. Il club in difesa del giocatore: «Frasi vergognose»

C'è l'ombra del razzismo sul finale di Cagliari-Udinese, la partita che i bianconeri hanno vinto per 2-0 grazie ai gol nella ripresa di Adam Buska all'11' e di Idrissa Gueye in pieno recupero, al 51', su assist di Keinan Davis. E proprio il centravanti inglese, subentrato per il finale, è stato portato fuori di peso dal compagno Daniele Padelli assieme ad alcuni componenti dello staff, visto che il numero 9 stava cercando di arrivare a contatto con Alberto Dossena. "Parole razziste", ha spiegato il capitano della Zebretta, Jesper Karlstrom, nelle interviste di rito a bordo campo prima di rientrare negli spogliatoi.
Tutto era cominciato al 92', quando Davis aveva abbandonato la propria posizione al centro dell'attacco orientato verso la curva degli ultras del Cagliari che in passato si erano resi protagonisti di corsi a sfondo razzista contro la Juventus denunciati allora da Moise Kean e Blaise Matuidi.
Evidentemente per parlare col quarto uomo, il fiorentino Turrini che - a rigor di logica - avrebbe detto al centravanti dell'Udinese di rivolgere le proprie proteste all'arbitro Dionisi dell'Aquila (che purtroppo non si è dimostrato all'altezza degli eventi) per segnalare eventuali insulti razzisti ricevuti in campo.
Nel farlo Davis ha afferrato il braccio sinistro di Dionisi che l'ha ammonito, scatenando la reazione dei compagni di squadra, in particolare Oumar Solet, e un parapiglia a metà campo. Tanto che, dopo una segnalazione all'auricolare, l'arbitro ha revocato il cartellino giallo all'inglese, senza però prendere provvedimenti nei confronti del cagliaritano Dossena come chiedeva Karlstrom.
Ricominciata la partita l'Udinese ha saputo mettere al sicuro il risultato, con tanto di esultanza della coppia d'attacco Gueye-Davis poco gradita dallo stadio e dal Cagliari. Al triplice fischio finale altro parapiglia con Davis che cercava spiegazioni da Dossena e le due squadre a fare muro. "Sull'episodio non mi esprimo, voglio capire bene la dinamica, poi prenderò di sicuro posizione", ha dichiarato mister Kosta Runjaic. "Credo al mio giocatore e all'uomo che mi ha assicurato di non aver detto nulla di particolare a Davis", ha invece sottolineato il tecnico del Cagliari, Pisacane, riferendosi a Dossena.

Materiale per il Giudice sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandrea, che martedì emetterà il proprio verdetto dopo aver letto le relazioni del commissario di campo e degli osservatori della Federcalcio. In caso di insulti razzisti è prevista una squalifica fino a dieci giornate per il responsabile, ma devono essere finiti alle orecchie degli emissari della Figc, altrimenti la Procura federale, allertata dal Giudice, potrebbe richiedere le immagini tv per valutare meglio l'episodio. Cosa che è successa nella primavera del 2024 dopo il diverbio tra l'interista Acerbi e il napoletano Juan Jesus che aveva accusato il collega di insulti razzisti. In quella occasione, nonostante l'analisi dei filmati, non è stato trovato alcun supporto video o audio che registrasse le parole esatte pronunciate, elemento che ha portato all'assoluzione di Acerbi per assenza di prove.
La presa di posizione del club
Udinese Calcio, sul proprio sito internet e sui canali social ufficiali esprime massima solidarietà e pieno supporto a Keinan Davis, oggetto di vergognosi insulti razzisti da parte di un calciatore della squadra avversaria nel corso della partita di questo pomeriggio.
Il Club ribadisce la ferma condanna di simili atti deplorevoli che danneggiano gravemente l’immagine e i valori dello sport che amiamo.
Udinese Calcio tutelerà Keinan in tutte le sedi ed auspica una rapida definizione dell'accaduto da parte degli organi di giustizia sportiva in cui nutre piena fiducia.
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