Giacomini: «Per la Nazionale scelgo Allegri, Gravina ha fatto bene a dimettersi»
Il decano degli allenatori analizza il caos azzurro dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026. «Gattuso sfortunato, ora servono i giovani dell'Under 21 e una guida di carisma come Max. Rivera o Malagò in FIGC? Entrambi profili validi»

«Abbiamo i giovani della Under 21 per ripartire subito e per la guida della Nazionale vedrei bene Massimiliano Allegri». La voce dell’esperienza è di Massimo Giacomini, decano degli allenatori con i suoi 86 anni portati bene e con un trascorso da presidente del Settore Giovanile e Scolastico, dal 2007 al 2010, che la dice lunga anche sulle conoscenze delle dinamiche federali di una Figc attesa al dopo Gravina, sull’onda lunga provocata dalla mancata qualificazione ai Mondiali.
Giacomini, sono arrivate anche le dimissioni di Rino Gattuso. Quali responsabilità vanno addebitate all’ormai ex Ct?
«Poche direi, in primis perché ha avuto la sfortuna di arrivare alle partite decisive con un gruppo incompleto e anche un po’ fragile, a cui ha cercato di trasmettere la grinta necessaria, e poi perché non dobbiamo trascurare la scelta fatta a giugno dalla Federazione. Non possiamo infatti dimenticarci che Gattuso è arrivato alla guida dopo il fallimento di Luciano Spalletti e, soprattutto, dopo la rinuncia di Claudio Ranieri che era stato il prescelto».
Una seconda soluzione di “ripiego” sarebbe da evitare pure adesso. Su chi si dovrebbe puntare a suo parere?
«Purtroppo non ne vedo molti in giro, se non tra quelli attualmente occupati con i club. E tra quello andrei dritto su Allegri, che ha la maturità per svolgere il ruolo, e anche il lascito di un vecchio maestro qual è stato per lui Giovanni Galeone. Allegri ha una personalità importante e credo che abbia in mano questa bella occasione».
L’hanno sorpresa le dimissioni del presidente Gravina?
«Diciamo che ha pagato il conto anche se non credo che abbia particolari responsabilità sulla mancata qualificazione. Nella sua gestione ha saputo anche mantenere un certo distacco dalle pressioni che sanno portare i grandi club. Poi è logico che in una simile situazione il grande capo deve sempre dimettersi e adesso vedremo chi ne prenderà le veci».
Gianni Rivera si è fatto subito sotto avanzando la propria candidatura. Sorpreso?
«No, perché lo conosco da una vita e questo suo proporsi, a differenza di altri che ci pensano e non lo dicono, evidenzia l’entusiasmo di un ex grande campione che avrebbe le idee e le capacità. Tra l’altro è anche un ex parlamentare e conosce le regole del gioco».
Giovanni Malagò invece?
«Vedrei bene anche lui che ha alle spalle una grande carriera e i consensi arrivati dalle rielezioni al Comi. Alle recenti Olimpiadi ha tenuto un discorso in tre lingue diverse e ci ha fatto fare bella figura».
Giacomini, lei ha sempre avuto un occhio per i giovani italiani. Da chi deve ripartire la Nazionale?
«Dai Palestra e dai Pisilli, due ragazzi che fanno parte della nostra Under 21 vincente di Baldini, arrivata al livello della Spagna. In questa Under rivedo quella di Cesare Maldini».
Tra le mille riforme consigliate in questi giorni, lei che farebbe?
«Ne troverei una per permettere ai nostri ragazzi di essere più tutelati dalla concorrenza degli stranieri, anche di alcuni quarantenni che sono arrivati quest’anno nel nostro campionato».
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