Samardzic e la "scuola serba": dal rigore salvezza a Udine alla notte magica di Champions
Come previsto da Sergio Tavcar, al centrocampista ex Udinese non tremano le gambe. Due giorni fa la storia si è ripetuta: un rigore al 90' per portare l'Atalanta agli ottavi di finale

Nel suo libro “La Jugoslavia, il basket e un telecronista” Sergio Tavcar, giornalista di Tele Capodistria, affermava come i serbi non abbiano alcun problema a prendersi il tiro decisivo. A loro non tremano le gambe, anzi. Ed è una qualità rara, per non dire rarissima nello sport. Una dote che, ancora una volta, ha trovato corrispondenza in Lazar Samardzic, ex centrocampista dell’Udinese oggi in forza all’Atalanta. Il serbo, come nel maggio 2024 coi bianconeri, ha trovato due giorni fa il coraggio di presentarsi sul dischetto a partita conclusa e successivamente ha avuto la capacità di trasformare il rigore: in Friuli consegnò una fetta di salvezza alla sua ex squadra, due giorni la qualificazione alla Dea agli ottavi di finale di Champions League.
Nel ritorno dei play-off i nerazzurri dovevano battere con tre gol di scarto il Borussia Dortmund: obiettivo raggiunto grazie al penalty del 24enne nato a Berlino. Curiosità vuole che Samardzic ha festeggiato il compleanno il giorno prima della partita coi tedeschi.
Non poteva farsi miglior regalo. E un regalo di portata simile lo fece ai tifosi dell’Udinese quasi due anni fa. Era il 19 maggio quando i friulani si giocarono una fetta di salvezza nell’incontro casalingo con l’Empoli. In panchina c’era Fabio Cannavaro, uno che di lotterie di rigori pesanti ne ha vissute. Al 90’ l’episodio che poteva cambiare la storia di tutto il club bianconero: il rigore assegnato ai toscani e poi trasformato da Niang. A provocarlo fu proprio Samardzic, che atterrò Maleh.
Al dodicesimo minuto di recupero, tuttavia, l’episodio chiave: Fazzini trattenne Payero per la maglia e l’arbitro Guida, dopo l’on field review, assegnò il penalty. Sul dischetto si presentò proprio il serbo. Che mantenne una freddezza glaciale: gol con un pallone messo sotto l’incrocio dei pali. Quella rete prolungò la speranza di salvezza dell’Udinese, che centrò l’obiettivo sette giorni dopo andando a vincere a Frosinone grazie alla vittoria per 1-0 e al gol di Davis. Ad agosto 2024 Samardzic lasciò il Friuli dopo tre stagioni e passò all’Atalanta. Ha fatto guadagnare ai bianconeri 23 milioni di euro (plusvalenza di 20 milioni) e ha condotto la squadra verso una salvezza insperata trasformando un rigore che, la stragrande maggioranza dei calciatori, non se la sentirebbe di calciare. Una dote che, tra le altre, gli permette di giocare la Champions League.
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