Adailton: «Zaniolo e Berardi, mancini che accendono lo spettacolo»

L’ex attaccante era dotato pure lui di un sinistro micidiale: «Sono in Brasile adesso, ma vedrò la partita perché non voglio perdermi le loro giocate»

Stefano Martorano
(foto Ansa)
(foto Ansa)

«Zaniolo e Berardi sono gli attaccanti mancini più talentuosi del campionato e non mi perderò il loro spettacolo». È Adailton Martins Bolzan ad accendere i riflettori sul lunch match di domani tra Udinese e Sassuolo in programma alle 12.30 al Friuli - Bluenergy Stadium, una sfida che a detta dell’ex attaccante vivrà sul duello a distanza dei due numeri 10 ai quali il brasiliano ha fatto anche la pagella tecnica.

Adailton, finora Zaniolo e Berardi hanno segnato 5 gol a testa e non danno l’idea di volersi fermare...

«Possiamo dire che sono il meglio che può offrire il campionato, riferendoci a due numeri 10 italiani e mancini che sono simili e diversi tra loro allo stesso tempo».

Via allora con i giudizi, partendo dal bianconero...

«C’è stato uno Zaniolo prima e uno dopo i gravi infortuni avuti alle ginocchia, e quello di Roma portava con sé aspettative enormi, destinato a livelli altissimi. Zaniolo aveva un potenziale assurdo per la combinazione tra tecnica e potenza atletica perché lui è una vera e propria forza della natura, come sta facendo vedere a Udine».

La sua qualità migliore?

«Senza dubbio la potenza, tanto che il suo tiro è da 9 in pagella per come sa usare la forza da ogni posizione».

Dribbling e fantasia invece?

«Il voto è 8 per entrambe le voci, dove è indubbiamente bravo ma non sempre costante in quanto vive di lampi anche nei dribbling dai quali non sempre riesce a uscire pulito come Berardi che invece, al contrario, fa della fantasia la sua prerogativa. Il leader tecnico del Sassuolo è da 10 in pagella per fantasia, con una capacità clamorosa nel trovare soluzioni che pochi vedono».

È quindi Berardi il più “brasiliano” dei due?

«Sì per la tecnica, mentre Zaniolo è più potente e ha più tiro».

Chi è invece impatta maggiormente sul gioco della propria squadra?

«Zaniolo da ragazzo determinava molto e credo che presto tornerà a farlo sui livelli di quando era a Roma. Più si avvicina all’area e più potrà incidere, usufruendo anche del lavoro di Davis».

A riguardo, l’assenza dell’inglese potrebbe precludere a Zaniolo il ritorno in Nazionale?

«È difficile dirlo, anche perché ci sono molti fattori a determinare una convocazione, ma ci sono due aspetti a lui favorevoli. Il primo è la piazza di Udine, perfetta per lui. I miei amici Amoroso e Fiore me lo hanno sempre detto che Udine è speciale e confesso che anch’io avrei voluto giocarci ai miei tempi. Il secondo fattore è la continuità che il ragazzo deve inseguire con costanza perché un ct ti porta al Mondiale se sa che puoi incidere per otto partite e non sporadicamente. Detto questo Zaniolo ha tutto per tornare in azzurro».

E Berardi invece?

«Vale lo stesso discorso, anche se per lui io credo che la scelta di restare nella sua comfort zone lo abbia penalizzato un poco. Zaniolo si è rimesso in gioco in squadre diverse, e quando giri devi sempre dimostrare qualcosa, mentre Berardi a Sassuolo ha già dimostrato tutto. Ecco, una piazza come Firenze o una squadra come la Lazio sarebbero state più stimolanti per la sua crescita. Ovviamente è una riflessione a titolo personale, figlia della mia esperienza».

Adailton, che partita si aspetta ai Rizzi?

«Molto combattuta e di buon livello tecnico, col Sassuolo legato a una precisa idea di gioco molto dinamica in attacco e con l’Udinese molto solida. Sono in Brasile adesso, ma la vedrò perché non voglio perdermi lo spettacolo di quei due talenti».

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