Diva Feruglio: «Leggo tutto il giornale, poi il mio secondo lavoro è raccontarlo ai nipoti»
Dalle copie recuperate fuori dal bar da ragazza all'abbonamento per l'azienda agricola: la storia di Diva Feruglio, 80 anni, colonna della famiglia e della terra, in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Ha da poco compiuto 80 anni. Nata e cresciuta a Colloredo di Prato, poi sposa a Sclaunicco di Lestizza, Diva Feruglio ha costruito la sua vita attorno alla famiglia, alla casa e alla terra. Due figli, cinque nipoti, l’azienda agricola “Ai ciliegi” portata avanti con il marito Pietro tra vacche da latte, coltivazioni di mais, orzo, soia foraggere. Dieci persone in tutto, contando genero e nuora: una famiglia grande alla quale racconta il Messaggero Veneto.
«L’amore è nato presto, ma in modo particolare – riferisce la nipote Aurora, alla quale nonna Diva ha raccontato i bei ricordi della sua giovinezza –. Da ragazza abitava di fronte a un bar. A fine giornata, quando le copie rimaste venivano lasciate fuori perché ormai vecchie, lei andava a prenderle. Le leggeva il giorno dopo. Non erano fresche di stampa, ma per lei non faceva differenza: erano finestre aperte sul mondo».
Quando si è sposata con Pietro, il giornale è entrato ufficialmente in casa. Da allora è diventato un appuntamento fisso: acquistato, letto e commentato insieme. Ancora oggi, ogni mattina, Diva si alza e aspetta che la figlia vada in paese a comprare il pane e il giornale. Poi si dedica alla lettura. «Prima legge tutto il quotidiano, dalla prima all’ultima pagina – continua Aurora –. Poi inizia il suo secondo lavoro: riferire. Racconta ai figli e a noi nipoti gli articoli che possono interessarci, segnala notizie, riassume storie».
Quando lavorava attivamente in azienda agricola, il quotidiano era anche uno strumento operativo. «La pagina del meteo la guardavano con attenzione per programmare i lavori nei campi. Semine, raccolti, trattamenti: tutto dipendeva dal tempo» ricorda Diva. Oggi legge soprattutto le notizie della zona. La cronaca locale è quella che sente più vicina. E poi le pagine dei necrologi: «Non per curiosità, ma per conoscere le storie delle persone che se ne vanno, capire chi erano».
Le piace restare aggiornata. Preferisce il giornale al telegiornale. Per un motivo semplice: «Il giornale lo leggo quando voglio io. Non devo aspettare un orario». E se per qualche motivo la sua copia non arriva puntuale, sorride la nipote, «la nonna chiede spiegazioni».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto



