Il Messaggero Veneto racconta Pordenone e la provincia in una mostra interattiva

Dal 20 agosto al 4 ottobre nella biblioteca civica. L’inaugurazione mercoledì 26 alle 18

Sara Palluello

Dopo Udine, Gemona del Friuli e Lignano Sabbiadoro, la mostra del Messaggero Veneto approderà a Pordenone. “Testimoni del tempo – Il Messaggero Veneto: ottant’anni di Friuli tra cronaca, cultura e comunità (1946-2026)” sarà visitabile dal 20 agosto al 4 ottobre nella biblioteca civica in piazza XX Settembre. Ripercorrerà la storia del giornale (origini e tecniche di stampa alle innovazioni digitali) e del Friuli (la cronaca della comunità friulana) ed è curata dall’associazione Leali delle notizie, che organizza il festival del giornalismo e che accompagna il Messaggero Veneto nella celebrazione degli 80 anni.

La prima tappa del viaggio accoglierà i visitatori lungo le pareti del chiostro, «un luogo impregnato di storia dove le arcate in pietra e le travi a vista dialogano con un allestimento fresco, visivo e spiccatamente smart», spiegano i curatori, gli storici Roberto Chiarini ed Elena Pala dell’Università degli studi di Milano.

Mv80 Day al PalaPineta di Lignano: la voce delle notizie fra memoria e cronaca
L’inaugurazione della mostra per gli 80 anni del Messaggero Veneto al PalaPineta di Lignano

«Pensata per intercettare il pubblico più giovane e i curiosi dell’era digitale, la sezione esterna strizza l’occhio alle nuove generazioni sostituendo le classiche e stucchevoli spiegazioni da museo con una costellazione di qr code distribuiti sui pannelli grafici dalle tonalità azzurro e blu cobalto», continuano, «un vero e proprio bridge tecnologico che permette di attivare la memoria direttamente dallo schermo del proprio smartphone». Inquadrando i codici si accede a contenuti multimediali che spaziano dall’approfondimento storico all’intrattenimento pop.

 

Varcata la soglia del chiostro ci si ritroverà nell’ex refettorio dei padri agostiniani, che ospita la seconda anima della mostra. Qui si dipana il racconto organico e immersivo della storia del giornale, dalla fondazione il 24 maggio 1946 a oggi. «Un viaggio lungo ottant’anni progettato con un linguaggio espositivo dinamico, moderno e inclusivo»: testi brevi e incisivi affiancati dalla comunicazione aumentativa alternativa, gigantografie di grande impatto visivo e fedeli riproduzioni delle pagine storiche.

L’allestimento propone un focus del tutto nuovo e pensato su misura per la città: il legame indissolubile con il territorio e, in particolare, con la fondazione della provincia di Pordenone il 22 febbraio 1968. «Quel cammino di autonomia e riscatto identitario, puntualmente documentato e sostenuto dalle pagine del giornale, trova nell’ex refettorio uno snodo centrale grazie a spettacolari visioni aeree dell’epoca e a riproduzioni dei titoli che segnarono la nascita della nuova provincia».

Passeggiando tra i pannelli blu, arancioni e ocra, il visitatore ripercorrerà le grandi rivoluzioni: dalla storica sede di via Carducci alla svolta della stampa offset del 1968, dalla figura chiave del direttore Vittorino Meloni fino al passaggio alle sfide del digitale, alla grafica contemporanea e all’ingresso nell’era Nem (Nord Est Multimedia).

Non mancheranno le immagini simbolo della storia friulana, come i reportage sul terremoto del 1976 con sagome e ritagli che emergono a dimensione reale dallo spazio espositivo. «A coronare questo percorso storico e iconografico c’è una chicca interattiva pensata per rendere la visita un’esperienza vissuta e corale», anticipano. A chiudere la sala ci sarà un grande pannello partecipativo intitolato “Una storia, una notizia, un ricordo”. Una vera e propria prima pagina “in bianco” dell’inedito formato “Messaggero”, sovrastata dallo slogan “Ottant’anni di informazione dalla tua parte. Una festa per tutti”.

Qui la distanza tra lettore-visitatore e giornalista si annulla: ogni ospite è invitato a prendere un post-it, impugnare la penna e lasciare scritto un proprio pensiero, un ricordo legato al territorio o la notizia che sognerebbe di vedere pubblicata in prima pagina l’indomani.

Tra i focus di maggiore appeal ci sarà la sezione “Messaggero Scuola: la redazione dei giovani”, un progetto che dal 1999 vede gli studenti protagonisti con un inserto autonomo: qui si possono esplorare articoli, video, podcast e progetti storici realizzati dai ragazzi, dai temi sulla parità di genere ai messaggi inviati a Sanremo durante la pandemia con i Pinguini Tattici Nucleari, dimostrando quanto il giornalismo sappia ancora allenare il pensiero critico.

Poco più in là, il pannello “Indovina Pordenone!” trasforma il percorso in una sorta di quiz culturale per riscoprire la città: dalle origini dell’antica Portus Naonis alla scena punk del celebre Great Complotto, passando per campioni olimpici, festival letterari e perle d’arte affrescata. E ancora: “1976-2026: La memoria, il ricordo, la rinascita” con la rievocazione dei cinquant’anni dal terremoto del Friuli attraverso prime pagine d’epoca, audio e testimonianze sul modello di ricostruzione. Sullo sfondo si staglierà il mosaico fotografico “Ottant’anni al fianco della nostra gente”, con centinaia di volti di lettori che mostrano il giornale.

L’inaugurazione avverrà mercoledì 26 agosto alle 18 e l’esposizione resterà visitabile (con aperture straordinarie) anche in occasione di Pordenonelegge. L’ingresso sarà libero e gratuito.

In questo contesto, la festa di compleanno, 80 gli anni del Messaggero Veneto, venerdì 11 settembre al teatro Verdi. All’appuntamento, aperto al pubblico, prenderanno parte i vertici del Gruppo Nem, autorità del Friuli occidentale e del Friuli Venezia Giulia. In quell’occasione si parlerà, con giornalisti ospiti, di come è cambiato il giornalismo nel tempo.

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