«Andammo tra le tende senza esitare»: le sedicenni del '76 e il racconto del Friuli che rinacque
La Croce Rossa, i giornali d'epoca e il coro Vocinvolo uniti sul palco di Sedegliano per rendere omaggio alla solidarietà e alla nascita della Protezione civile

Il terremoto a Sedegliano diventa racconto. Di tre amiche, allora 16enni, che andarono ad aiutare i paesi colpiti, non sapendo chi avrebbero soccorso ma sapendo che dovevano farlo. Come Anna Fantini che all’indomani del 6 maggio 1976, poco più che ragazzina, comunicò ai suoi genitori: «Vado a fare le volontaria. Non mi dissero di no, presi una corriera e andai a Udine». «Dovevamo assistere le mamme e i bambini e andavamo nelle tende a chiedere di cosa avessero bisogno. Mi commuove ancora la dignità delle persone incontrate, non mancava mai il per favore». Come Agata Pagnucco ed Eleonora Martina. Ricordano quella notte di sirene delle ambulanze e dei vigili del fuoco che assieme ai mezzi militari attraversavano Rivis, lungo la statale, in direzione delle zone colpite dal sisma. È il racconto di chi quella sera giocava a calcio in paese e sentì l’urlo della terra, di chi il giorno dopo era già arrivato a Osoppo in macchina con il bagagliaio pieno di viveri. E di chi ha raccolto le immagini di distruzione nel filmato dell’epoca, curato da Romano Remigio.
Tracce - Le voci che restano del terremoto in Friuli
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Vai al podcastIl terremoto è l’opera instancabile, coraggiosa, quotidiana dei volontari che lavorarono senza sosta, seme per la nascita della Protezione civile. Voci che martedì sera si sono alternate sul palco del teatro Clabassi di Sedegliano in una serata, promossa dall’amministrazione comunale in occasione del 50º anniversario del sisma e presentata da Flavia Valoppi, che ha unito memoria ed emozione. Presente anche il coro Vocinvolo di Udine Classica, diretto da Lucia Follador. La sorella Elisabetta Grasselli, ispettrice territoriale della Croce rossa italiana ha raccontato il ruolo delle crocerossine tra le macerie prime e le tendopoli poi. «Partì immediatamente la Croce rossa di Udine con il sostegno della Croce rossa nazionale che mandò mezzi e aiuti», ha affermato, «In Friuli prestarono servizio 665 crocerossine da tutta Italia. Un’attività che continuò fino all’estate del 1977. Fu uno scambio reciproco, si crearono legami indissolubili con le persone del posto, rimase per sempre un sentimento forte nel cuore di chi aiutò e di chi ricevette aiuto».
Maria Teresa Plet per la Protezione civile Fvg ha illustrato, assieme al caposquadra del gruppo locale Luciano Linzi e al volontario Daniele Quattrin, come si opera durante l’emergenza con la creazione delle tendopoli, una vera e propria cittadella provvisoria dotata di tutti i servizi. Sul palco ci sono le copie del Messaggero Veneto del tempo raccolte da Germana Peresson, di Gradisca, che quella notte si trovò fuori casa la madre scappata dai luoghi del terremoto e dal giorno dopo iniziò a conservare tutti i giornali fino a ottobre e di Tiziano Tonal che con dedizione le tenne «per non dimenticare». Sul palco è salito il condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini che ha sottolineato il ruolo che ebbe il giornale, sotto la direzione di Vittorino Meloni, all’epoca del terremoto diventato «un punto di riferimento fondamentale» e l'impegno attuale di trasmettere questa memoria storica ai più giovani. Presenti tante associazioni tra cui la Protezione civile di Sedegliano, la Croce Rossa (Comitato provinciale di Udine), i vigili del fuoco, i donatori di sangue di Sedegliano e i gruppi alpini di Coderno, Grions e Sedegliano.
A chiudere la serata è stata la sindaca Debora Donati che, assieme all'assessore Marcella Bravin, ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla sua riuscita. «Una serata piena di emozioni in cui si è ricordata la straordinaria capacità dei friulani di reagire», ha affermato, «Rivedere le immagini di allora significa custodire una memoria preziosa e consegnarla a chi non ha vissuto direttamente quei giorni. Questo è uno dei nostri compiti più importanti, trasformare la memoria in un insegnamento per il futuro. Questa serata è dedicata agli uomini e le donne che seppero con il loro impegno e determinazione fare rinascere una terra ma anche a noi che abbiamo il compito di fare tesoro di quella storia, che serve soprattutto ai più giovani, per non dimenticare che le case e le città nelle quali viviamo sono qui perché qualcuno 50 anni non si è disperato, ma si è rimboccato le maniche e ha costruito il nostro futuro». Il testimone simbolico di questi racconti è stato raccolto dai coristi e dalle coriste del coro Vocinvolo di Udine Classica, diretto da Lucia Follador, con Alessio Domini al pianoforte, che con le loro voci hanno incantato il teatro con i brani in friulano.
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