Sold out per Vannacci in Fvg: «Sceso dal taxi per camminare libero»

Uno dei primi comizi del generale dalla fondazione del suo partito: «Il governo attuale? Il meno peggio. Tiriamo dritto, sì ad andare soli»

Valeria Pace
Roberto Vannacci al teatro Pileo di Prata di Pordenone
Roberto Vannacci al teatro Pileo di Prata di Pordenone

C’è già movimento fuori dal teatro Pileo di Prata di Pordenone un’ora prima dell’arrivo del generale Roberto Vannacci, atteso per uno dei primi comizi dal lancio del suo nuovo partito, Futuro nazionale, dopo il divorzio con la Lega. Un manipolo di persone è già fuori, per paura di non essere fatte entrare. E al bar di fronte fanno sapere il viavai va avanti da mezz’ora.

Vannacci in Friuli Venezia Giulia: «Portiamo una politica nuova, di destra vera»

C’è anche un notevole dispiegamento di forze dell’ordine. Per paura di contestatori, di cui però non si vede l’ombra. Non c’è nemmeno la ressa che le «oltre mille» prenotazioni annunciate a fronte di 330 posti, avrebbero fatto immaginare. Il teatro però si riempie.

Al contrario delle rockstar, regolarmente in ritardo, l’eurodeputato arriva con mezz’ora di anticipo. Al suo arrivo tutti vogliono un autografo o un selfie. Non si sottrae né al bagno di folla né alle domande dei giornalisti. Il rumor di consiglieri regionali tentati di diventare «futuristi» – come chiama i suoi seguaci? «Non ho dei nomi, ma se ce ne sono mi fa piacere», afferma, «stiamo cercando di portare una politica nuova, senza inciuci, di destra destra».

I nomi di riferimento per Futuro nazionale in Fvg – che il generale chiama ostinatamente «Friuli»? Snocciola i nomi di alcuni team leader del Mondo al contrario (Mac): «Antonio Falzarano (Lignano ndr), Marika Diminutto (Udine, prima non eletta alla Camera per FdI poi in Lega con il generale ndr), Angelo Fiore a Trieste», probabilmente sovrapponendo il triestino Angelo Lippi e il pordenonese Andrea Fiore.

I rapporti con Anna Maria Cisint, sua ex compagna di gruppo a Bruxelles, che poi l’ha chiamato «traditore»? «Erano ottimi, mi aveva invitato varie volte a sue manifestazioni, di queste esternazioni gelide, forse fatte perché voleva un po’ di notorietà citandomi, se ne assumerà la responsabilità».

Su Massimiliano Fedriga non si esprime, ma indica che «saranno gli elettori a farlo». Il governo Meloni? «Il meno peggio» e il centrodestra è «l’interlocutore naturale», ma «non cambiamo traiettoria» e «siamo pronti a correre anche da soli», alle politiche.

Poi sul palco attacca i giornalisti di La7, che «certamente avrebbero ripreso tutti quelli senza capelli tra il pubblico, sarebbero andati a cercare croci uncinate». Dice però che non vede problemi nel far entrare Casa Pound e Forza nuova per la conferenza stampa in Parlamento sulla remigrazione, a cui avrebbe invitato anche l’estrema sinistra.

Qualche calvo tra il pubblico effettivamente c’è, nessuna croce uncinata. Anzi, c’è addirittura un’intera famiglia con due bambini al seguito: Maurizio e Maria Concetta, siciliani d’origine ma nel Pordenonese ormai da 16 anni. «È la seconda volta che portiamo i bambini a sentire Vannacci», confida la mamma, che confessa di essere stata un’elettrice di sinistra delusa: «Vogliamo testimoniare che cos’è la famiglia tradizionale e la difficoltà di educare secondo dei valori».

Tanti gli over 60, principalmente maschi, ma si vedono anche signore con il foulard. C’è anche un manipolo di giovani, come Nicolas e Angela, pordenonesi di 24 e 20 anni, da poco interessatisi alla politica. Il generale li attrae perché «ha una grandissima capacità oratoria ed è un uomo dalla grande cultura». Nicolas è pronto a entrare nel partito quando aprirà il tesseramento dal primo marzo. Chi dice che è Vannacci è fascista, ha ragione? «A questa domanda non voglio rispondere», afferma.

Un signore dai capelli bianchi, Giorgio di Fontanafredda, afferma che supporta il generale perché «c’è bisogno di una svolta» e dice le cose che «tutti pensano ma nessuno ha coraggio di dire». Lo accompagna Giusy, che però dice di essere «rimasta delusa» dalla sua mossa di aver lasciato la Lega: «Doveva avere pazienza».

Falzarano apre la serata rendendo noto con orgoglio che la consigliera comunale leghista di Prata, Gabriela Bulai, ha appena scelto di lasciare la Lega e passare con Vannacci. Bulai, fa sapere alla fine del comizio salutando gli astanti, di essere «compaesana» della moglie del generale Camelia Mihailescu, dunque romena.

Un pesce piccolo rispetto alle persone con cui Falzarano si era detto in trattative: due consiglieri regionali e un ex. Un ex consigliere in effetti si fa vedere per gli ultimi minuti delle due ore e mezza di show vannacciano: Leonardo Barberio (FdI). Dice di essere lì perché ha «una cena a Spilimbergo».

E se Vincenzo Zoccano, già viceministro alla Famiglia e Disabilità pentastellato, alla vigilia era stato reticente rispetto alla sua partecipazione, alla fine è seduto in prima fila. Balza all’occhio, poi, che alcuni posti sono riservati per Italexit. Ci sono fedelissimi del Mac accorsi anche dal Veneto.

I temi toccati vanno dalla remigrazione dei maranza all’Ucraina, fino alla nostalgia per la leva per i giovani. E a chi gli chiede se è daccordo con la castrazione chimica per gli stupratori: «Perché quella meccanica no?». Dice di essere «sceso dal comodo taxi» della Lega «per camminare libero a piedi sul suo sentiero»

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