
Artemis riaccende il sogno: il Fvg il club degli astrofili che "toccano" lo spazio con un dito
Mentre l'equipaggio della Nasa riscrive la storia oltre la Luna, le realtà d'eccellenza di Remanzacco, Zuglio e Talmassons aprono le cupole al pubblico. Tra asteroidi battezzati "Friûl", telescopi giganti e la ricerca scientifica dei volontari: ecco dove si osserva il futuro
Dopo oltre 50 anni, l’uomo torna a solcare le vicinanze lunari. In questi 10 giorni, la missione Artemis II ha riscritto la storia: per la prima volta un equipaggio ha raggiunto il punto dello spazio più lontano mai toccato da un essere umano, aprendo scenari che sembravano sopiti dai tempi dell’Apollo. Un nuovo sguardo verso l’alto che, in Friuli, trova diverse realtà che hanno osservato il cielo con uno guardo particolarmente attento. Non centri di ricerca istituzionali, ma associazioni di volontari cresciute a colpi di notti stellate e scoperte vere.
Pionieri dagli anni ’70
L’Associazione friulana di astronomia e meteorologia (Afam) è tra le realtà più longeve della regione: nata a Udine nel 1970, dopo 17 anni di attività si è trasferita a Remanzacco, dove il Comune ha concesso un terreno e locali per realizzare sede, biblioteca e osservatorio. È nata così la Star, con una cupola semisferica da 4 metri che ospita uno dei più grandi refrattori amatoriali esistenti, e un tettuccio scorrevole con un telescopio a specchi da mezzo metro, ideale per studiare stelle variabili.
L’Afam ha superato le 10 mila osservazioni, collaborando con l’osservatorio di Asiago e con enti internazionali che ricevono quotidianamente i loro dati. Hanno studiato comete, pubblicato su riviste specializzate e scoperto nove asteroidi: tre sono già stati battezzati – il primo “Remanzacco” una ventina d’anni fa, poi “Friûl” e infine “Arturo Malignani”. «Ora i telescopi automatici girano h24, scoprire è più difficile», racconta il presidente Paolo Corelli.

Ma la loro anima resta divulgativa: ogni anno accolgono una ventina di scolaresche (600-700 ragazzi). Da circa tre anni, inoltre, hanno una mostra fotografica permanente a Città Fiera. Ora si è in attesa di costruire una sede ex novo dentro l’osservatorio (oltre 2 mila metri quadri), finanziata dalla Regione e attesa nel 2027. Intanto guardano con fiducia a Artemis: «Le ricadute tecnologiche e scientifiche saranno enormi, come negli anni Sessanta con la corsa allo spazio».
Tra spiritualità e mega specchi
A Zuglio, immerso nel silenzio della montagna, il Centro ecumenico della Polse custodisce uno degli spazi più suggestivi del Friuli: cupola da 5,5 metri e telescopio Ritchey-Chretien da 70 centimetri, tra i più grandi in Italia. Gestito dal Gruppo astronomico della Polse di Cougnes, dal marzo 2022 è ufficialmente riconosciuto dal Minor planet center con il codice M20. «Facciamo divulgazione e ricerca, con un occhio sempre alle scuole», spiega il segretario della Fondazione, Marco Veritti. Serate pubbliche, conferenze universitarie e laboratori per bambini. Oggi, sabato, alle 17, peraltro, l’associazione verrà inaugurata ufficialmente nella sede di via Pieve di San Pietro, presentando finalità, attività e progetti di valorizzazione dell’osservatorio.
Le comete nel dna
Nato nel 1992 a Talmassons, il Cast ha trasformato un gruppo di nove appassionati in un circolo da decine soci, molti con telescopi propri. Il salto di qualità nel 2001 con il primo osservatorio – inaugurato da Margherita Hack – e poi nel 2013 con una seconda struttura dedicata solo alla ricerca, dotata di un Newton da 50 centimetri. Specialità: lo studio delle comete. Il loro sito web custodisce una delle più grandi collezioni di foto comete realizzate da non professionisti.
Gli occhi al cielo
Artemis II non è solo un traguardo tecnologico, ma una nuova occasione per guardare in alto. E mentre la Nasa prepara il prossimo passo, in Friuli c’è chi quel cielo lo osserva da decenni, con gli occhi di volontari che non smettono di sognare.
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