Valanghe in Austria nel Salisburghese: morti cinque scialpinisti
Due le tragedie a poche ore di distanza l’una dall’altra: la prima nella zona di Bad Gastein, la seconda alle pendici del Finsterkopf

Cinque scialpinisti sono morti travolti dalle valanghe nel Pongau, la regione del Salisburghese subito al di là dei Bassi Tauri. La prima vittima è una donna, sepolta dalla neve sotto gli occhi del marito nella zona di Bad Gastein, nell’alta Gasteinertal. Le altre quattro vittime erano sciatori di un gruppo di sette, che effettuavano un itinerario alle pendici del Finsterkopf, nella Grossarltal.
Gasteinertal e Grossartal sono due valli parallele, separate soltanto da una modesta dorsale montuosa. La prima è più nota anche a noi, perché in prossimità di Bad Gastein (la località precisa è Böckstein) sbuca la galleria ferroviaria della linea Villaco-Salisburgo, attraversata anche da treni-navetta per il trasporto di veicoli da Mallnitz nel Salisburghese.

I fenomeni valanghivi, dunque, largamente preannunciati, si sono verificati nella medesima zona: non soltanto i due menzionati, che hanno mietuto cinque vittime, ma anche numerosi altri, causati anch’essi dal passaggio di sciatori, ma per fortuna senza vittime.
La prima disgrazia è accaduta poco dopo mezzogiorno. Una coppia di scialpinisti, marito e moglie, si stava avvicinando a una forcella a 2.200 metri di altezza denominata Schmugglerscharte (letteralmente “forcella dei contrabbandieri”). La donna era in testa ed è stata lei, con il suo peso, a determinare il distacco del banco di neve che l’ha sepolta. Il marito ha assistito alla drammatica scena senza poter far nulla, se non chiamare i soccorsi.
La seconda disgrazia è accaduta un’ora e mezza più tardi e ha coinvolto sette sciatori dello stesso gruppo. Quattro di essi, come dicevamo, non sono sopravvissuti. Dei tre superstiti, uno è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale, il secondo ha riportato lesioni giudicate lievi, mentre il terzo è rimasto completamente illeso.
Il doppio allarme, per due incidenti a così breve tempo l’uno dall’altro, ha mobilitato più squadre del soccorso alpino del Salisburghese. Sui due luoghi sono intervenuti complessivamente 91 uomini, 20 vigili del fuoco, quattro elicotteri, sei accompagnatori di cani da valanga, nonché personale della Croce rossa di un’apposita unità di crisi in servizio in simili circostanze, per dare assistenza sanitaria e psicologica alle persone coinvolte. Persone di cui peraltro, fino a questo momento, non si conosce l’identità e nemmeno la nazionalità.
Come dicevamo, il rischio valanghe era preannunciato. Il servizio valanghe del Land lo indicava per oggi al terzo grado di una scala di cinque. Non perché vi fosse tanta neve (al contrario, creste e spalle dei rilievi sono addirittura scoperti), ma perché la minaccia è data dalla neve da trasporto, spostata dal vento e depositata in cumuli in canaloni e versanti riparati, neve che si è depositata su strati preesistenti, con cui non si è compattata e lungo i quali può facilmente scivolare, dando luogo a valanghe. Basta un carico modesto per provocare il cedimento, anche il passaggio di un solo sciatore.
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