Clima, battibecco tra l'assessore Scoccimarro e il glaciologo Colucci: «Ci sono cicli storici di surriscaldamento»
Scintille alla presentazione del report Arpa. L'esponente della Giunta Fvg ha tirato in ballo la laurea in storia per parlare di "cicli naturali" mentre lo scienziato l’ha contestato con i dati internazionali: «Sarà sempre peggio»

Il cambiamento climatico fa litigare l’assessore per la Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro e Renato Colucci, primo ricercatore all’istituto di Scienze Polari e dal 2015 docente di glaciologia al dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze dell’Università di Trieste. Per l’esponente della giunta Fedriga si è trattato solo di un’incomprensione perché «siamo tutti d’accordo che l’uomo ci ha messo lo zampino per peggiorare l’ambiente e il cambiamento climantico c’è sempre stato con dei cicli molto lunghi di cui noi stiamo monitorando soltanto gli ultimi due secoli», ma Colucci, anche dopo la conferenza in cui c’è stato il battibecco, ha ribadito di non condividere alcune affermazioni dell’assessore. E nel pomeriggio lo scontro è diventato anche politico con il Patto per l’autonomia che ha voluto esprimere solidarietà al docente definendo «intollerabile» il «negazionismo climatico dell’assessore all’ambiente».
No a strumentalizzazioni
«Capisco che siamo entrati nel clima pre elettorale - ha replicato Scoccimarro - e, piuttosto che analizzare serenamente il clima della nostra regione e del pianeta, si tenti di strumentalizzare ogni mia frase va strumentalizzata. Contrariamente da quanto ha voluto far intendere il ricercatore - ha aggiunto -, io non ho mai negato il cambiamento climatico, né tanto meno l’accelerazione che l’attività antropica esercita su di esso. Devo quindi ricondurre questo suo intervento, istituzionalmente scorretto e scomposto, solo a preconcetti nei miei confronti o verso la mia linea parte politica, antagonista a una visione ideologica e ideologizzata dell’ecologia».
Lo scontro
Diversa la posizione di Colucci secondo cui «l’assessore ha mescolato informazioni corrette ad altre prive di alcuna base scientifica come per esempio il fatto che esiste un ciclo di 500 anni in cui fa più caldo e poi più freddo e che adesso saremmo alla fine di questo fantomatico ciclo caldo per cui tra 30 anni andremo verso il freddo. Sono considerazioni prive di riscontri che rischiano di creare confusione perché se è vero che il clima è sempre cambiato è altrettanto vero che adesso non lo sta facendo per cause naturali. Adesso sappiamo quale è la causa dell’innalzamento delle temperature che risiede nella sete di energia della comunità umana mondiale che viene soddisfatta in buona parte utilizzando combustibili fossili. La fusione dei ghiacciai è solo una delle conseguenze più concrete e tangibili, ma gli scenari futuri, se non ci sarà un’inversione di tendenza, sono preoccupanti».
L’affondo del Patto
«Apprendiamo con sconcerto che l’assessore Scoccimarro ha dichiarato che fra qualche decennio il clima sarà più freddo perché ci stiamo avviando verso una nuova era glaciale. Affermazioni gravi per chiunque si occupi di gestire la cosa pubblica, drammatiche se a proferirle è un assessore all’ambiente. Scoccimarro voleva forse rassicurare la cittadinanza che sta soffrendo drammatiche ondate di calore? Record di temperature che pongono sotto gli occhi di tutti che il cambiamento climatico è una realtà, ed è ormai una questione non solo ambientale ma anche di salute e sicurezza pubblica: impensabile perdere tempo in negazionismi, mancando di rispetto a esponenti del mondo scientifico in modo così plateale».
Questo l’affondo di Giulia Massolino e Massimo Moretuzzo, consigliera e capogruppo del Patto per l’Autonomia - Civica Fvg. «Esprimiamo massima solidarietà al professor Colucci e a tutte le persone di scienza che continuano a ripetere quanto è ormai inconfutabile - hanno proseguito -: il pianeta si sta riscaldando, l’aumento delle temperature ha un’evidente origine antropica e se non si prenderanno immediatamente i provvedimenti necessari le conseguenze per la specie umana saranno pesantissime. Già oggi è sbagliato parlare di maltempo o emergenze meteo: siamo già dentro un profondo mutamento climatico e stiamo subendo pesantemente le conseguenze dell’inazione in termini di adattamento e mitigazione. La giunta Fedriga continua invece a negare le evidenze, assomigliando sempre più all’orchestra del Titanic: mentre i ghiacciai si sciolgono e il livello del mare si innalza, l’amministrazione regionale negli ultimi 3 anni ha stanziato oltre 190 milioni di euro per gli impianti sciistici».
Le pubblicazioni
Nel corso della conferenza a cui hanno partecipato anche la direttrice di Arpa, Anna Lutman e il direttore scientifico Fulvio Stel, sono stati presentati il report “Segnali dal clima in Fvg 2026”, quest’anno incentrato sulle nostre “Lagune e coste in mutamento”, e il secondo numero della rivista trimestrale “Terra rara”, che, ha detto Scoccimarro «rappresentano due tasselli fondamentali della nostra strategia ambientale. Vogliamo trasformare dati e monitoraggi in strumenti concreti di conoscenza e partecipazione per cittadini, istituzioni e comunità. Oggi presentiamo il frutto di un lavoro sinergico che traccia la roadmap regionale per sviluppare la Strategia e il Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Stiamo costruendo le politiche del futuro del Friuli Venezia Giulia su basi solide e inconfutabili. Attraverso l’educazione ambientale, come raccontato nel video “Micro”, vogliamo far capire che l’abbandono di tre piccoli rifiuti in montagna si trasforma in un impatto diretto sul nostro mare al termine di un rocambolesco viaggio».
I dati
Dai dati contenuti nel rapporto “Segnali dal clima” emerge il 2025 sia stato il terzo anno più caldo in regione negli ultimi 125 anni, con un livello di piogge complessivamente nella media ma una distribuzione disomogenea che ha portato anche al verificarsi di eventi estremi, come quelli concentrati nel bacino dello Judrio.
Il focus specifico sulle coste e lagune evidenzia l'innalzamento del livello medio del mare, che nel 2025 è stato uno dei più alti mai registrati, unito a temperature medie annue per il golfo di Trieste che hanno segnato il secondo valore più alto di sempre.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








