Screening oncologici, in Fvg adesioni sopra la media ma gli inviti restano incompleti

Buona risposta dei cittadini, soprattutto per il colon-retto, dove la regione è quinta in Italia. Più debole la copertura dei programmi mammografico e cervicale

Quando l’invito arriva, i cittadini del Friuli Venezia Giulia aderiscono agli screening oncologici più della media italiana. La criticità riguarda però la capacità del sistema sanitario di raggiungere tutta la popolazione interessata, soprattutto per la prevenzione dei tumori della mammella e della cervice uterina.

È il quadro che emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe sui dati 2024 dell’Osservatorio nazionale screening. Il Fvg supera la media italiana per adesione in tutti e tre i programmi gratuiti, collocandosi al settimo posto per la mammografia, al nono per lo screening cervicale e al quinto posto per il colon-retto.

A frenare il risultato complessivo è l’estensione degli inviti: solo lo screening del colon-retto raggiunge e supera il 100% della popolazione target, mentre quello mammografico si ferma all’84,7% e quello cervicale al 78,9%.

Mammografia, invitate meno donne ma adesione elevata

Lo screening mammografico, destinato alle donne tra i 50 e i 69 anni, presenta un andamento a due facce. Nel 2024 il programma ha raggiunto con un invito l’84,7% della popolazione target, un dato sensibilmente inferiore alla media nazionale del 97,3%.

Tra le donne coinvolte nel programma, tuttavia, l’adesione è stata del 59,7%, quasi dieci punti sopra il dato italiano del 50%. La percentuale colloca il Friuli Venezia Giulia al settimo posto nella graduatoria nazionale.

Il dato sembra dunque segnalare non tanto una scarsa disponibilità delle donne a sottoporsi al controllo, quanto la necessità di rafforzare l’organizzazione degli inviti. La mammografia consente di identificare precocemente eventuali tumori e di attivare, in caso di sospetto, gli approfondimenti diagnostici previsti dal percorso organizzato.

Screening cervicale, raggiunto meno dell’80% del target

Una situazione analoga riguarda lo screening del tumore della cervice uterina, offerto gratuitamente alle donne tra i 25 e i 64 anni.

L’estensione in Friuli Venezia Giulia è stata del 78,9%, molto distante dalla media italiana del 117,2%. Il valore nazionale superiore al 100% è legato agli inviti aggiuntivi spediti in numerose regioni per recuperare le persone non raggiunte negli anni precedenti.

Anche in questo caso la risposta delle donne del Fvg è superiore alla media: l’adesione ha raggiunto il 58,4%, contro il 51% italiano. La regione sicolloca al nono posto in Italia.

Nelle fasce più giovani viene proposto il Pap-test, mentre successivamente viene utilizzato l’Hpv test per individuare la presenza del papillomavirus, principale fattore di rischio per lo sviluppo del tumore della cervice uterina. In caso di positività viene avviato il percorso di approfondimento con la colposcopia.

Colon-retto, il risultato migliore

La performance migliore si registra nello screening del colon-retto, rivolto a donne e uomini tra i 50 e i 69 anni.

Nel 2024 l’estensione ha raggiunto il 100,7%, superando la media italiana del 94%. Il dato indica che la Regione, oltre a coprire la popolazione prevista per l’anno, ha effettuato anche inviti di recupero.

L’adesione è stata del 53,2%, venti punti sopra la media nazionale del 33,3%. Il risultato vale al Friuli Venezia Giulia il quinto posto in Italia, dopo Valle d’Aosta, Veneto, Provincia autonoma di Trento ed Emilia-Romagna.

Lo screening consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci. Se il risultato è positivo, viene proposta la colonscopia, che permette di individuare tumori in fase precoce e adenomi avanzati prima della loro possibile trasformazione.

Il peso degli screening mancati

A livello nazionale il quadro resta preoccupante. Nel 2024 il 54% della popolazione interessata, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti. Complessivamente sono stati spediti inviti a più di 14,1 milioni di cittadini, ma meno di 6,5 milioni hanno aderito.

Secondo Gimbe, il mancato raggiungimento di una copertura del 90% avrebbe impedito di identificare oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose. Tra questi, più di 11mila carcinomi della mammella, quasi 9.700 lesioni precancerose della cervice uterina, 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25mila adenomi avanzati.

«Il tasso di adesione riflette anche la capacità dei servizi sanitari regionali di governare l’intero percorso», osserva il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, richiamando la necessità di aggiornare le anagrafiche, programmare gli inviti, promuovere campagne informative ed erogare rapidamente i test.

Per il Friuli Venezia Giulia, quindi, il dato positivo è rappresentato dalla risposta dei cittadini. La priorità diventa ora ampliare la platea effettivamente raggiunta, soprattutto per mammografia e screening cervicale, trasformando l’alta propensione ad aderire in una copertura più capillare della popolazione.

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