Busta con un proiettile alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia
Il plico anonimo è stato aperto da una dirigente. L’associazione magistrati: «Restiamo indipendenti». Fedriga: «Intimidazione che non va minimizzata»

Un proiettile è stato recapitato in viale Miramare alla Corte dei Conti del Fvg. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, il proiettile era contenuto in una busta anonima genericamente indirizzata alla Corte dei Conti e consegnata dal servizio postale. Ad aprire la busta sarebbe stata una dirigente, che, una volta constatato il contenuto, ha allertato le forze dell’ordine e sporto denuncia. Sul caso indaga la Polizia.
Si ignora chi fosse realmente il destinatario del proiettile o a quale attività possa far riferimento la minaccia. Nella sede della Corte dei Conti Fvg si trovano infatti la procura contabile e diversi uffici, tra cui anche l’amministrazione. Sono varie le indagini in corso, alcuni delle quali hanno suscitato il clamore delle cronache.
È il caso di alcune vicende riguardanti l’attività delle precedenti amministrazioni del Porto di Trieste oppure della mancata certificazione del rinnovo del contratto collettivo 2022-24 del personale della Regione e degli Enti locali (Comparto unico) con relativi aumenti salariali.
Nessuna dichiarazione è stata rilasciata dai vertici della Corte dei Conti regionale e sull’accaduto viene mantenuto il massimo riserbo a tutti i livelli.
In relazione a quanto avvenuto a Trieste, però, l’Associazione Magistrati della Corte dei conti, in una breve nota, oltre ad esprime vicinanza e solidarietà ai colleghi e al personale di viale Miramare ha assicurato: «I magistrati della Corte dei Conti continueranno a svolgere con indipendenza e serenità le proprie funzioni a tutela della legalità e degli interessi dei cittadini».
Indignazione trasversale è stata espressa dal mondo politico, a partire dal governatore Massimiliano Fedriga che, a nome dell’intera giunta regionale, ha evidenziato: «Un’intimidazione di questo tipo non può essere minimizzata e merita la condanna più decisa da parte di tutta la comunità. Il rispetto delle istituzioni e di chi vi opera è un patrimonio comune che va preservato».
«Minare il lavoro dei giudici è come minacciare la Costituzione italiana che li prevede, e questo non è ammissibile», ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Per Nicole Matteoni, parlamentare di FdI, si è trattato di un «gravissimo e inquietante atto intimidatorio». Per Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd: «Qualsiasi tentativo di condizionamento o intimidazione nei confronti di chi svolge un ruolo così delicato è del tutto inaccettabile».
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