Parte l’obbligo di microchip per i gatti in Friuli Venezia Giulia: ecco cosa c’è da sapere

La misura in vigore da L’obiettivo è prevenire smarrimenti e abbandoni di cucciolate indesiderate. Plozzer: «Il Fvg tra le prime regioni ad attuare l’istituzione dell’anagrafe felina»

 

Elisa Michellut
L'obbligo in vigore dal 1 luglio
L'obbligo in vigore dal 1 luglio

Scatta a partire da oggi, mercoledì 1 luglio, l’obbligo di microchip per i gatti di proprietà, compresi i cuccioli superiori ai due mesi, e della sterilizzazione per tutti i felini che possono uscire e circolare liberamente all’esterno. L’obiettivo è favorire una maggiore responsabilità nella cura degli animali, prevenire smarrimenti e abbandoni e contrastare il randagismo, intervenendo in modo concreto sulle cucciolate indesiderate.

Dall’1 luglio, dunque, tutti i gatti di proprietà dovranno essere identificati con microchip e registrati nella banca dati regionale. Per chi non provvede sono previste sanzioni, ma resta possibile regolarizzare la posizione prima di eventuali controlli.

La sterilizzazione diventa obbligatoria per i gatti di proprietà che hanno la possibilità di uscire e muoversi liberamente all’esterno. Si tratta di uno strumento importante per evitare la proliferazione incontrollata e per ridurre il rischio di abbandoni e di situazioni di randagismo.

Microchip ai gatti, a un mese dall’obbligo ancora poche adesioni

«Siamo molto favorevoli perché si tratta di una misura attesa da tempo e pienamente coerente con i principi di prevenzione, tutela sanitaria e possesso responsabile – commenta il presidente dell’Ordine dei medici veterinari di Udine, Michele Plozzer –. Nel caso in cui l’animale dovesse scappare può essere subito restituito e il microchip può anche contribuire a dare informazioni esaustive in merito allo stato sanitario del felino. È importante anche la sterilizzazione perché controlla la popolazione felina, riduce il fenomeno dell’abbandono dei cuccioli e riduce la trasmissione di malattie infettive dovute agli accoppiamenti tra felini.

Si tratta, inoltre, di un risparmio di risorse che saranno dirottate da parte della Regione e delle aziende sanitarie, in seconda battuta, per la gestione delle oasi feline, dei canili e per le colonie feline. La nostra, assieme a Lombardia e Puglia, è tra le prime regioni ad attuare l’istituzione dell’anagrafe felina obbligatoria, che, dal 2028, sarà estesa a tutta la comunità europea».

Sono previste misure di sostegno per i proprietari con Isee fino a 30 mila euro, che potranno accedere gratuitamente al microchip e alla sterilizzazione fino a un massimo di tre gatti per nucleo familiare. Le prestazioni saranno disponibili presso gli ambulatori e le cliniche convenzionate con l’AsuFc.

«Questa riforma rappresenta un atto concreto di responsabilità e di cura verso gli animali che fanno parte delle nostre famiglie – le parole dell’assessore Rosi Toffano –. Non sono misure punitive, ma strumenti indispensabili per garantire tracciabilità, sicurezza e tutela».

L’Ordine dei Veterinari invita i proprietari a rivolgersi al proprio professionista di fiducia. «La risposta da parte dei proprietari di gatti, in città, è stata abbastanza buona – spiega Chiara Colautti, vicepresidente dell’Ordine dei veterinari di Udine –. Il microchip è una procedura rapida, sicura e sostanzialmente indolore, ma soprattutto dà al gatto un’identità e aumenta le possibilità di ritrovarlo in caso di smarrimento. Esiste la possibilità di escludere i gatti anziani o malati se viene certificato che la procedura potrebbe risultare rischiosa sulla base della valutazione clinica».

Secondo i dati aggiornati a maggio 2026, a Udine risultano iscritti all’anagrafe 9.728 cani e 5.624 gatti. Un numero, quello dei felini, destinato a crescere grazie alla nuova obbligatorietà del microchip.

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto