Corpi senza vita trovati a Fusine: tra i sassi del Rio Vaisonz, il cammino verso il luogo del dramma

Il sentiero intrapreso dalla due persone è facilmente percorribile a piedi. Si tratta di una via escursionistica nota, che porta verso il rifugio Zacchi

Andrea Siega

È avvolto nel mistero il ritrovamento di due cadaveri nel greto del fiume che sovrasta Tarvisio, sollevando molti interrogativi sulle ultime ore delle due vittime. Due vite interrotte, i cui resti sono stati restituiti dalla natura nel letto di un torrente montano, lontano dagli occhi dei passanti ma a breve distanza da percorsi escursionistici frequentati. Le vittime sono una donna slovena di 49 anni e un’altra persona, la cui identità resta al momento sconosciuta e sulla quale sono in corso accertamenti.

L’allarme è scattato nella serata di lunedì, quando alcuni escursionisti di passaggio hanno notato i corpi nel greto in secca, interrompendo la quiete della giornata e attivando immediatamente la macchina dei soccorsi.

Due corpi in avanzato stato di decomposizione trovati ai laghi di Fusine
Il luogo del ritrovamento dei due corpi

Per provare a capire che cosa può essere successo, siamo andati sul posto, ripercorrendo i passi dei soccorritori e degli escursionisti che per primi hanno fatto la macabra scoperta. Si tratta di un sentiero facilmente percorribile a piedi, un tracciato che inizialmente si snoda per un piccolo tratto all’ombra della fitta vegetazione del bosco.

Passo dopo passo, la boscaglia si dirada per aprirsi improvvisamente verso la piana dell’Alpe Tamar. Arrivati in cima alla piana, si nota una piccola apertura naturale tra gli alberi, un passaggio che conduce direttamente sul greto del Rio Vaisonz, un torrente che in questa stagione è completamente privo d’acqua.

Percorrendo a piedi il fondo di pietre del fiume, ci si ritrova a pochi metri dal bosco che divide il letto del torrente dal sentiero CAI 513, una via escursionistica nota, che porta verso il rifugio Zacchi e prosegue poi verso la via ferrata per la Ponza Grande.

Proprio camminando su questo letto di sassi, si raggiunge il punto della tragedia. Sul terreno rimane soltanto una vistosa chiazza scura e apparentemente umida. Sembra che proprio qui siano stati trovati i due corpi, in avanzato stato di decomposizione dovuto al tempo trascorso all’aperto e anche al caldo.

I resti delle due persone si trovavano a una distanza di circa dieci metri l’una dall’altra. A poca distanza, gli inquirenti hanno rinvenuto anche alcuni brandelli di vestiti logorati dal tempo, insieme a uno zainetto al cui interno erano custodite le chiavi di un’autovettura e il documento d’identità che ha permesso di identificare la donna. Proprio il ritrovamento dello zaino e degli oggetti personali ha permesso una svolta negli accertamenti condotti sul campo.

Martedì le forze dell’ordine hanno localizzato l’automobile che si apriva proprio con quelle chiavi. Il veicolo, parcheggiato nel vicino posteggio nei pressi dei laghi di Fusine, è rimasto lì per settimane, a testimonianza di un’escursione iniziata e mai conclusa.

Per i primi rilievi sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tarvisio, i tecnici del Sagf, ovvero il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e i vigili del fuoco, che hanno lavorato per raccogliere ogni elemento utile sul posto. Le indagini per ricostruire con esattezza l’accaduto sono affidate ai cmilitari dell’Arma.

Attorno al caso gravita un dettaglio insolito legato alle segnalazioni: dagli accertamenti avviati dai carabinieri in collaborazione con il centro di cooperazione internazionale di polizia di Thörl-Maglern, sembrerebbe infatti che non emerga alcuna denuncia di scomparsa per i due camminatori, un elemento che aggiunge incertezza sui motivi per cui nessuno li abbia cercati in questo periodo.

Al momento, l’ipotesi principale resta quella di una tragica caduta accidentale avvenuta diverse settimane fa, presumibilmente attorno all’inizio del mese di giugno. Monitorando le perturbazioni e i dati meteorologici di quel periodo, è emerso che si sono verificate alcune perturbazioni che avrebbero potuto influire, rendendo il greto del torrente scivoloso o contribuendo alla caduta delle due persone.

Saranno ora l’esito dell’autopsia e il prosieguo delle indagini a chiarire con precisione l’esatta dinamica dell’incidente e a dare un nome alla seconda vittima.

 

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