Altri tre alpinisti morti in Austria per le valanghe sui monti della Stiria

La tragedia è avvenuta nella Pusterwald, da cui discende il fiume Mur che attraversa Graz: le vittime si sommano ai cinque scialpinisti morti nel Salisburghese

Marco Di Blas

Non bastavano le cinque vittime da valanga nel Salisburghese. Nel tardo pomeriggio di sabato, quasi all’imbrunire, ne sono state segnalate altre tre sui monti della Stiria. Otto sciatori morti sotto la neve in un sol giorno, che probabilmente sarà ricordato in Austria come il “sabato nero” dello scialpinismo.

La tragedia in Stiria è avvenuta nella Pusterwald, da cui discende il fiume Mur che più a valle attraversa Graz. La zona è molto amata e frequentata dagli scialpinisti, perché vi si affacciano ben otto cime di rilevante interesse. Le tre vittime appartenevano tutte a un gruppo di sette scialpinisti giunti dalla Cechia.

Valanghe in Austria nel Salisburghese: morti cinque scialpinisti
I soccorritori in azione dopo la valanga

Nel corso della giornata erano risaliti lungo le pendici dello Schönfeldspitz, una montagna dei Bassi Tauri alta 2.202 metri. Avevano appena incominciato la discesa, quando sono stati travolti da una valanga, che probabilmente loro stessi avevano causato. Non si conoscono le circostanze della tragedia, salvo che l’allarme alla Polizia alpina è giunto alle 16.30, ormai all’imbrunire, un’ora piuttosto tarda per chi pratica lo scialpinismo, perché nel pomeriggio le probabilità di distacco di valanghe è maggiore.

La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto, coinvolgendo 150 uomini delle stazioni di soccorso alpino più vicine, quelle di Liezen e della Murtal, nonché altre squadre, alcune con cani da valanga, giunte da altre località della Stiria, vigili del fuoco, poliziotti dell’Alpinpolizei. Sono stati impiegati anche tre elicotteri del servizio di soccorso dell’Ömtc (uno dei due club automobilistici austriaci).

Data l’ora tarda è stato possibile soltanto constatare il decesso di tre componenti del gruppo e dare assistenza e portare in salvo gli altri. Il recupero delle salme è stato rinviato a domenica mattina, a causa delle condizioni avverse, dovute al vento e alla nebbia. A questa seconda fase hanno partecipato oggi 7 uomini della Polizia alpina, 35 del Soccorso alpino e due elicotteri della Polizia fatti intervenire da Wiener Neustadt e da Graz.

Le tre vittime di Pusterwald si aggiungono alle cinque nel Salisburghese, di cui avevamo già dato notizia. Domenica si è saputo qualcosa di più su di esse: erano tutte austriache. Il gruppo più numeroso, colpito dalla valanga nella Grossarltal, del quale quattro scialpinisti hanno perso la vita, facevano parte di un gruppo dell’Alpenverein (il Club alpino austriaco) e partecipavano a un tour nell’ambito di un regolare programma di addestramento invernale.

I componenti del gruppo provenivano da tutta l’Austria. Delle vittime, una donna di 61 anni era stiriana, due uomini erano del Tirolo (non se ne conosce l’età), un terzo uomo, di 53 anni, era dell’Alta Austria. Jörg Randl, direttore del corso, ha dichiarato che «nel nostro programma la consapevolezza dei rischi e la sicurezza stanno al primo posto».

Sabato, evidentemente, non lo sono stati. La donna uccisa dalla valanga della Gasteinertal aveva 58 anni, la stessa età del marito che a pochi metri da lei aveva assistito impotente alla tragedia.

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