Marco De Sabbata nuovo direttore regionale Inps: «Torno a casa con orgoglio»
Dal 1° gennaio alla guida dell’Inps Fvg, il dirigente romano con radici friulane punta su territorio, legalità e rafforzamento dei servizi

«Torno a casa, e lo dico con orgoglio». Marco De Sabbata, il cognome lo spiega bene, parla delle radici friulane prima di entrare nel merito del nuovo incarico: dall’1 gennaio, come da deliberazione del Consiglio di amministrazione dell’istituto previdenziale, è il direttore regionale dell’Inps del Friuli Venezia Giulia e oggi sarà il giorno d’esordio in ufficio a Trieste. «I miei nonni vivevano a Cargnacco, ci arrivarono a seguito della bonifica dell'Agro Pontino. Da piccolo, in Friuli, ci venivo tutte le estati, sono terre che ricordo con affetto», racconta il dirigente romano, 59 anni compiuti pochi giorni fa.
De Sabbata, che sostituisce l’uscente Mauro Saviano, guiderà l’Inps regionale dopo oltre trent’anni di carriera interna. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza, ha attraversato le principali articolazioni dell’ente, dal livello territoriale a quello centrale. Entrato nell’allora Inpdap nei primi anni Novanta, ha ricoperto ruoli operativi e dirigenziali in diversi contesti, occupandosi di previdenza, entrate contributive, pensioni e credito, fino ad assumere incarichi di rilievo nazionale. «Negli ultimi due anni – fa sapere – sono stato capo segreteria della direzione generale, ma in precedenza ho diretto più volte sedi provinciali del Veneto: Venezia, Vicenza, Treviso, Belluno e Rovigo».
Un profilo manageriale solido, ma con un’impronta dichiaratamente “di servizio”. «L’Inps deve essere a disposizione completa della comunità – spiega –. Delle persone fisiche, soprattutto quelle più fragili: anziani, non autosufficienti, persone con disabilità. Ma anche delle persone giuridiche, delle imprese. Stare vicino alle aziende significa stare vicino al lavoro». Al centro della sua agenda c’è il rapporto con il territorio e con le istituzioni, a partire dalla Regione: «Avrò un rapporto collaborativo forte. Già domani (oggi per chi legge, nda) fisserò incontri con amministrazione Fvg, forze dell’ordine, mondo della finanza. Il principio di legalità va rafforzato in modo totale».
Un tema, quello della legalità, che attraversa tutta la sua carriera. Da direttore provinciale, De Sabbata ha infatti coordinato attività di contrasto alle indebite percezioni delle prestazioni previdenziali, in sinergia con Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia, operazioni che hanno avuto eco nazionale. «Stare vicini alla comunità significa stare vicini alle persone oneste», ribadisce. Sul fronte organizzativo, il neo direttore non nasconde le criticità: «Il personale va rafforzato. L’età media è alta, serve un ricambio generazionale». Sono già in corso interlocuzioni con la direzione generale per implementare gli organici, attraverso mobilità interne e nuovi concorsi. «Il Fvg – anticipa De Sabbata – potrà diventare una regione sperimentale, sia sulle prestazioni sia sulla formazione. Venire da Roma consente del resto rapporti istituzionali privilegiati». Un punto fermo è in ogni caso già fissato: «Non arretreremo di un millimetro sul territorio. Non chiuderemo agenzie. Anzi, rafforzeremo la presenza istituzionale con accordi con enti locali e istituzioni».
Accanto al curriculum, il tratto umano. A Treviso non dimenticano un episodio raccontato dalle cronache nel 2019, quando, durante una giornata di afflusso record agli sportelli, De Sabbata uscì dal suo ufficio per lavorare fianco a fianco con i dipendenti, facendo fotocopie e sbrigando pratiche. Un gesto semplice, ma emblematico. «L’Inps – ripete ancora oggi – funziona solo se non perde il contatto con le persone»
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