L’Università di Udine rimescola i corsi: a Gorizia si punta sull’Ue

Il Dams torna nel capoluogo friulano: «Passaggio graduale». Al polo di Santa Chiara arriva biennio e master su progetti europei: tutte le novità

Francesco Fain
Il polo di Santa Chiara a Gorizia
Il polo di Santa Chiara a Gorizia

Da Udine a Gorizia. Il corso di laurea magistrale in “Cittadinanza, istituzioni e politiche europee” si insedierà in città dall’anno accademico 2027-2028 nel polo di Santa Chiara. La comunicazione del trasferimento è stata data martedì nel corso di un incontro plenario in municipio.

Presenti, fra gli altri, il rettore dell’Ateneo di Udine Angelo Montanari e il sindaco Rodolfo Ziberna. «Siamo riusciti a trasformare un po’ alla volta la città. Gorizia, oltre al suo slancio turistico, è anche una città universitaria. Questo corso completa l’offerta: dalla diplomazia allo spirito della città vocato all’internazionalità – le parole entusiastiche del primo cittadino –. La Capitale europea della cultura ha consentito di far capire qual è la nostra vera vocazione. Siamo riconoscenti verso l’Università di Udine per questa scelta che ci gratifica».

La conferenza stampa (foto Daniele Tibaldi)
La conferenza stampa (foto Daniele Tibaldi)

Nel dettaglio è entrato il rettore. «La nostra – ha esordito – è un’università diffusa. Negli anni, abbiamo affinato la nostra presenza. Tutte le sedi hanno corsi originali, non ci sono doppioni. E Gorizia ha una sua identità precisa».

Ha fatto eco la direttrice del Dipartimento di Scienze giuridiche, Silvia Bolognini: «Vogliamo valorizzare un territorio che, più di ogni altro, incarna la dimensione transfrontaliera e multiculturalmente europea. Gorizia è un luogo dove identità diverse dialogano da secoli, e questo la rende un laboratorio naturale e straordinariamente coerente con gli obiettivi formativi del corso. Per noi, è un investimento culturale».

Il corso di laurea magistrale, di durata biennale, forma figure professionali in grado di operare nei settori pubblico e privato con competenze avanzate nell’analisi delle istituzioni, delle politiche e dei sistemi giuridici europei, nonché nella gestione di processi e progetti in ambito europeo. Figure professionali che, per essere tali, devono innanzitutto comprendere la peculiare koinè che caratterizza il contesto europeo e che è riprodotta su scala ridotta proprio nel microcosmo goriziano.

Renata Kodilja, delegata del rettore per il Centro polifunzionale di Gorizia, ha evidenziato la «forte integrazione» dell’Università con la città. «In questi anni, abbiamo sistematicamente intrapreso progetti comuni». Parole riprese dal vicesindaco Chiara Gatta che ha evidenziato come il territorio «si arricchisce con nuove progettualità in un’ottica sempre più internazionale».

Il Dipartimento sta valutando anche l’integrazione del master Erasmus mundus euroculture (Programma internazionale di primo livello con forte caratterizzazione europea e mobilità internazionale) all’interno dell’offerta formativa connessa al nuovo corso. Tale master offre un percorso interdisciplinare centrato su cultura, politica e società europea.

Ma nel corso della presentazione delle novità è stato anche ufficializzato il progressivo e graduale spostamento del Dams, più volte emerso (e smentito) nel passato. Si è anche detto che l’esperienza maturata in 20 anni di collaborazione tra l’università di Udine e le realtà culturali goriziane operanti nel settore del cinema e dei media non solo verrà «saldamente mantenuta» ma vedrà l’avvio di un master dedicato alle tematiche dell’audiovisivo su cui l’ateneo sta già ragionando.

«Il legame tra Gorizia e il mondo del cinema resta sempre forte grazie – le parole del vicesindaco Gatta – anche all’interessamento del ministero della Cultura che si è concretizzato nella prima edizione a Gorizia di un corso che ha avuto per protagonista l’eccellenza di Cinecittà nel settore della scenografia, ma anche l’attività di Borgo Cinema, con alcuni docenti di UniUd che fanno parte del comitato scientifico, sempre in stretta connessione con un’istituzione nell’ambito della sceneggiatura come il Premio Amidei».

Secondo un approfondimento effettuato dal Piccolo, inizialmente non aumenterà il numero di studenti a Gorizia perché il nuovo corso compenserà il graduale trasferimento del Dams (che oggi vanta 350 universitari). Vero è, altresì, che progressivamente nel medio/lungo periodo il corso di laurea magistrale in “Cittadinanza, istituzioni e politiche europee” avrà una crescita maggiore rispetto allo scenario che avrebbe assicurato il Dams. Non sono stati ottenuti fondi europei per l’arrivo del nuovo corso.

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