Addio al compositore Gigante: guidò il conservatorio Tartini
Laureato in lingue e cavaliere al merito della Repubblica italiana, aveva 92 anni. Viveva a Fragellis, frazione di Prepotto

Se ne è andato, all’età di 92 anni, il maestro Luigi Andrea Gigante, finissimo musicista e già direttore del conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste. Risiedeva assieme alla moglie Ornella a Fragellis, frazione di Prepotto. Figura di spicco nel panorama musicale regionale, guidò la prestigiosa istituzione triestina dal 1977 al 1981: in tale arco di tempo seppe imprimere un segno forte, facendosi promotore di varie iniziative, tra cui – per citare appena un esempio – l’inserimento del coro del Tartini in una rassegna corale dell’armata jugoslava, a Niš.
Laureato in lingue e cavaliere al merito della Repubblica italiana, Gigante è stato direttore d’orchestra, compositore, direttore didattico e professore di armonia, contrappunto, fuga e composizione.
Aveva approcciato l’arte delle note da giovanissimo: era un bimbo di 4 anni quando iniziò a studiare pianoforte. Una passione, questa, che lo accompagnerà per tutta la sua vita. La sua formazione proseguì, in gioventù, tra Monaco di Baviera (dove conseguì un primo diploma, nel 1958), Bari e Roma.
Autore di musica teatrale, sinfonica, da camera e corale, Luigi Andrea Gigante è stato docente – nelle discipline sopra citate – dal 1965 al 1998, in più parti d’Italia: ha insegnato nei conservatori di Cagliari, L’Aquila, Roma e infine Trieste, appunto, oltre che al Pontificio Istituto di Musica Sacra, nella capitale, dove prestò servizio dal 1966 al 1970.
Ha rivestito pure il ruolo di assistente all’Università di storia della musica di Roma, incarico svolto fra il 1965 e il 1976, anno in cui vinse la cattedra di composizione presso la Hochshule für Musik di Monaco di Baviera.
Intensa la sua attività di pianista, di recensore di opere teatrali per la Rai e di musicologo, traduttore e collaboratore di trasmissioni, sia in Rai che per la Radio Vaticana, dove passò rapidamente da redattore a condirettore dell’Ufficio Giornali Esteri (era il 1965).
La cerimonia dell’estremo saluto al maestro, che oltre alla consorte lascia i figli, tre sorelle e tanti affezionati ex allievi, che lo ricordano con profonda stima e riconoscenza, e amici, saranno celebrati alle 15 di mercoledì 11 febbraio, nella chiesa di Prepotto.
L’appello espresso dai familiari è quello di non portare fiori ma di destinare le eventuali offerte ad Amnesty International e Emergency.
Il cordoglio, a nome della comunità e dell’amministrazione di Prepotto, è stato espresso dal sindaco Maria Clara Forti che ha espresso vicinanza alla famiglia.
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