Più poteri al Friuli Venezia Giulia: dal governo l’ok preliminare alla riforma dello Statuto di Autonomia
Il Cdm approva il ddl: regionalizzazione della Soprintendenza ai beni culturali, nuove competenze su ambiente, urbanistica e contratti pubblici

Il Friuli Venezia Giulia si prepara a ricevere dal governo un pezzetto di autonomia in più: regionalizzazione de facto della Soprintendenza ai beni artistici e culturali, più competenze in materia di tutela dell’ambiente, di urbanistica e di contrattazione collettiva per il pubblico impiego. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il ddl costituzionale che riforma lo Statuto di Autonomia della Regione Fvg, ampliando la devoluzione delle competenze dallo Stato centrale.
I passaggi
Uno schema che ricalca quello già adottato per il Trentino-Alto Adige, che segue una fase di confronto tra governo e Regioni autonome inaugurata nel 2023. L’iter che ha arricchito l’Autonomia di Trento e Bolzano si è concluso in tredici mesi: anche quello del Friuli Venezia Giulia dovrà passare dal Consiglio regionale, dal parere della Conferenza Stato-Regioni, prima dell’approvazione definitiva del Cdm e della doppia lettura alla Camera e al Senato.
L’avvio del percorso per il Fvg arriva nel giorno in cui il governo Meloni, su spinta della Lega, ha approvato gli schemi d’intesa con cui cinque Regioni a statuto ordinario fanno un passo in avanti verso l’agognata autonomia in ambiti specifici come sanità, protezione civile e coordinamento della finanza pubblica.
I contenuti del ddl
L’elemento centrale del disegno di legge porta da Roma a Trieste le competenze su conservazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale e locale. A decidere cosa e come saranno norme di attuazione che andranno scritte e approvate dopo la revisione dello Statuto.
Ma è chiaro fin d’ora come le Soprintendenze dei beni culturali saranno attese da una vera e propria rivoluzione. Tra le nuove materie esclusive figurano la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse regionale, compresa la gestione della fauna selvatica (quasi una formalizzazione di quanto già, nei fatti, accade), e la contrattazione collettiva del personale regionale e degli enti locali.
La competenza sui lavori pubblici di interesse locale e regionale si estenderebbe ai contratti per servizi e forniture. Potere legislativo più ampio anche per urbanistica e governo del territorio. Nelle materie di competenza concorrente, il riferimento ai principi delle leggi statali sarebbe circoscritto ai «principi fondamentali».
Per modificare lo Statuto verrebbe inoltre introdotta un’intesa con la Regione: il Consiglio regionale avrebbe sessanta giorni per pronunciarsi a maggioranza assoluta sul testo approvato dalle Camere in prima deliberazione. In assenza di accordo, il Parlamento potrebbe comunque procedere a maggioranza assoluta nella seconda votazione, salvaguardando i livelli di autonomia già riconosciuti.
Ciriani e Giuli: «Accordi»
«Il Cdm dopo un intenso e proficuo confronto con il presidente Fedriga, ha approvato una revisione dello statuto del Friuli Venezia Giulia per armonizzarlo con quello di altre Regioni a statuto speciale. Nel dettaglio, tra le altre attribuzioni, la revisione andrà a devolvere alla Regione le competenze in materia di tutela e conservazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale e locale e quindi di non preminente interesse nazionale.
La definizione di quale bene sia di interesse nazionale o territoriale verrà definita in seguito, con accordi paritetici tra Stato e Regione, così come il percorso da seguire per arrivare all’attuazione pratica della nuova competenza», fanno sapere i ministri Alessandro Giuli e Luca Ciriani.
Il titolare dei Rapporti con il Parlamento rivendica con orgoglio di aver «seguito per conto del governo il processo di riforma dello Statuto del Trentino Alto Adige. E la riforma approvata in Cdm dello Statuto del Friuli Venezia Giulia, che mi sta ancora più a cuore, va nella stessa direzione. Questo testimonia l’attenzione che l’esecutivo ha per le autonomie e per le loro peculiarità. Quello di oggi è un primo importante passo verso l’aggiornamento e l’allargamento delle competenze della mia regione, sempre secondo il principio che maggiore autonomia significa maggiore responsabilità, con particolare riferimento alla questione principale, ossia la tutela dei beni culturali».
Fedriga: «Più autonomia»
«L’approvazione in esame preliminare da parte del Cdm dello schema di disegno di legge costituzionale per l’adeguamento dello Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia segna un passaggio importante per la nostra autonomia con la finalità concreta di snellire la burocrazia per tutti quei beni non di interesse nazionale», sottolinea il governatore Massimiliano Fedriga che, ringraziando Calderoli, Mantovano, Giuli e Ciriani, ha ricordato che «con la modifica diretta dello Statuto, la tutela e la valorizzazione dei beni artistici e storici entrano direttamente nella carta costituzionale, offrendo alla Regione l'opportunità di esercitare una competenza più ampia».
Gava: «Meno vincoli»
Soddisfazione è stata espressa anche dal viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava: «Con questo provvedimento portiamo avanti un impegno concreto: rafforzare l’autonomia del Friuli Venezia Giulia e dare alla Regione più strumenti per rispondere alle esigenze del territorio. Meno vincoli, competenze più chiare e maggiore capacità di decidere su materie importanti. È la direzione giusta: istituzioni più vicine a cittadini e imprese, capaci di affrontare i problemi senza inutili sovrapposizioni. L’autonomia non è un privilegio, ma una responsabilità».
L’ordine del giorno di Tubetti
La senatrice Francesca Tubetti (Fratelli d’Italia), ringrazia Giuli e Ciriani «per aver dato via all’iter richiesto nel mio ordine del giorno, con cui chiedevo l’impegno del governo a valutare l’opportunità di prevedere la devoluzione delle competenze in materia di tutela del paesaggio alla Regione secondo le previste procedure costituzionali. Maggiore autonomia e responsabilità per dare servizi sempre più attenti e veloci ai cittadini e alle imprese, mantenendo grande attenzione al patrimonio complessivo dei beni culturali del Fvg».
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