Fine del doppio commissario, Federcaccia Fvg è stata rifondata
La nuova associazione è nata dopo mesi di polemiche e scontri interni. In attesa delle elezioni, la guida affidata a Rotter Berton

Dopo mesi di polemiche interne, discussioni, commissariamenti e scontri, Federcaccia regionale ricomincia da sette. Tanti, infatti, sono i soci fondatori che una manciata di giorni fa hanno firmato – davanti al notaio Gea Arcella – la costituzione della nuova associazione, poi riconosciuta dal movimento nazionale, che va a sostituire la storica realtà guidata per tre mandati da Paolo Viezzi. E proprio all’ex storico presidente, il neocommissario della Federazione italiana della caccia della Regione Friuli Venezia Giulia, Valter Rotter Berton, non lesina attacchi e critiche.
Andiamo con ordine e ritorniamo, con la memoria, al luglio del 2024. Durante l’assemblea della “vecchia” Federcaccia regionale, Viezzi dopo 15 anni ininterrotti alla guida del gruppo del Friuli Venezia Giulia – cui se ne sommano cinque da numero due e altrettanti da presidente della sezione di Udine – cede il testimone all’ex dirigente della Polizia di Stato, Luca Carocci. Nella medesima occasione viene anche definita la composizione del nuovo Consiglio regionale formato da 15 componenti. Dopo pochi mesi, tuttavia, i rapporti interni si guastano per, sostiene Rotter Berton che all’epoca guidava la federazione provinciale di Udine ed era il vice regionale, una precisa strategia di Viezzi. «È vero che aveva ceduto la presidenza a Carocci – sostiene –, ma è altrettanto vero che il Consiglio era formato completamente da suoi uomini. Questo per indirizzare le scelte della federazione. Scelte che, lecitamente, potevano e volevano discostarsi dall’impostazione precedente».
La situazione, continua uno dei sette soci fondatori della neonata associazione, continua a deteriorarsi fino a un Consiglio regionale autunnale in cui la rottura diventa insanabile. «Possiamo dire che Carocci è stato letteralmente sfiduciato nell’impostazione e nei programmi – prosegue – con le inevitabili dimissioni da presidente comunicate alla federazione nazionale». Roma, a questo punto, si muove velocemente. «Vengono inviati in Friuli Venezia Giulia due commissari – continua Rotter Berton – tra cui il presidente del Veneto per cercare di trovare una mediazione e andare a nuove elezioni, ma Viezzi si è sempre opposto a qualsiasi soluzione».
Così, «Roma revoca l’affiliazione del gruppo regionale e ci comunica pure che dobbiamo lasciare la sede dell’associazione entro la fine dell’anno».
Da qui, è la linea di Rotter Berton, un gruppo di cacciatori decide di agire e si arriva alla firma davanti al notaio. Nasce, pertanto, la Federazione italiana della caccia della Regione Friuli Venezia Giulia, una nuova realtà che «riunisce i cacciatori nel segno della continuità, della rappresentanza e del rilancio dell’attività federativa sul territorio». L’associazione viene costituita da Rotter Berton, Giorgio Agarinis, Roberto Lorenzon, Fabio Merlini, Dario Sclaunich, Fulvio Tamaro ed Elia Vezzi. Venerdì, inoltre, il Consiglio nazionale di Federcaccia riconosce alla nuova struttura lo status di associazione federata, così da consentire di proseguire il percorso all’interno della Federazione italiana della caccia, alla quale «i soci continueranno a tesserarsi, beneficiando dei servizi federativi, della tutela dell’attività venatoria e delle coperture assicurative».
Allo stesso tempo si “recupera” anche la sede che resta in viale Palmanova. «Confermiamo la solidarietà a Carocci ripartendo con spirito costruttivo e e unitario – conclude Rotter Berton –. Vogliamo offrire ai cacciatori una casa comune solida e riconosciuta, nel solco del lavoro portato avanti in questi anni e con la volontà di guardare avanti. L’obiettivo è garantire rappresentanza, servizi e tutela, rimettendo al centro i soci e il territorio. Questa nuova fase nasce dalla responsabilità e dalla passione che condividiamo per la caccia e per il mondo federativo».
Con l’apertura dei tesseramenti alla nuova realtà, infine, l’obiettivo è quello di ritornare al recente passato quando «a Udine avevamo oltre 2 mila 200 soci superando quota 4 mila a livello regionale».
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