La fiamma olimpica a Trieste. Fotoservizio Lasorte
La fiamma olimpica a Trieste. Fotoservizio Lasorte

La fiamma olimpica arriva a Trieste: Miramare e piazza Unità nel segno di Milano-Cortina 2026

Tedofori in città dal Castello di Miramare al cuore del centro storico: percorso di 8,5 chilometri e grande partecipazione di pubblico

Roberta Mantini Luca Perrino Lorenzo Degrassi

La fiamma olimpica ha fatto tappa a Trieste, portando con sé l’atmosfera delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 dopo aver attraversato Aquileia, Ronchi dei Legionari e Monfalcone.

Il passaggio simbolico è iniziato nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 23 gennaio, con l’arrivo a Miramare, dove i tedofori hanno dato il via a uno dei momenti più suggestivi dell’intero percorso regionale.

La fiamma olimpica a Miramare. Foto servizio Lasorte
La fiamma olimpica a Miramare. Foto servizio Lasorte

Per consentire lo svolgimento dell’evento in sicurezza, l’area di parcheggio compresa tra le Scuderie e Porta della Bora è stata interdetta già dalla mattinata, per esigenze logistiche legate all’organizzazione. 

 

Fiamma olimpica a Trieste, Martina Chelleri la prima tedofora: "Che emozione essere qui"

Martina Chelleri prima tedofora

È stata Martina Chelleri ad aprire ufficialmente la tappa triestina del viaggio della fiamma olimpica verso Milano-Cortina 2026. A lei è stata affidata la prima torcia accesa in città, nel pomeriggio di oggi, segnando l’inizio di uno dei momenti più attesi e simbolici dell’avvicinamento ai Giochi invernali.

Da sportiva, Chelleri non ha avuto dubbi quando è arrivata la chiamata: «Le Olimpiadi sono le Olimpiadi, non potevo non partecipare. Per me è un momento indimenticabile», ha raccontato a margine dell’evento, visibilmente emozionata. Il suo è stato il primo passo di un lungo percorso che ha attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi della città, accompagnato da un pubblico numeroso e partecipe.

Il ruolo di primo tedoforo ha un valore speciale: rappresenta l’avvio ufficiale della staffetta cittadina e il passaggio di un simbolo universale di pace, sport e condivisione.

Il viaggio della fiamma in città è entrato nel vivo alle 16.30 dal viale dei Lecci. La prima torcia è stata affidata a Martina Chelleri, dando ufficialmente il via alla tappa triestina del percorso. Il pubblico ha seguito il passaggio con grande partecipazione, accompagnando il corteo lungo il parco e documentando ogni momento con telefoni e videocamere, fino alla conclusione al Porticciolo.

Il percorso cittadino vero e proprio è partito invece poco dopo le 17.30 dall’ex caserma della Polizia Locale in viale Miramare 65 e si è sviluppato per circa 8 chilometri e mezzo, con arrivo in piazza Unità d’Italia.

 

Alle 17:36 in punto il tedoforo Diego Caserio è partito da viale Miramare all'altezza del distributore dell'Eni per i suoi primi 200 metri. Da qui la fiamma olimpica ha continuato il suo cammino e dopo i primi 200 metri a largo a Roiano il primo cambio: a prendere la fiamma e stato è stato il giovane Leonardo Bolinelli, i tedofori hanno proseguito per piazza Libertà dove hanno incrociato i manifestanti anti – Israele per poi proseguire nelle vie del centro città.

La protesta

Bandiere palestiesi in Capo di Piazza a Trieste. Foto Lasorte
Bandiere palestiesi in Capo di Piazza a Trieste. Foto Lasorte

Un gruppo di cittadini si è dato appuntamento prima in piazza Libertà, poi in Capo di Piazza per protestare contro la presenza di atleti israeliani alle Olimpiadi in solidarietà con il popolo palestinese. 

 

 

"Fuori gli israeliani dalle Olimpiadi", il presidio a Trieste

 

Il percorso a Trieste

Ogni tedoforo ha percorso un tratto di circa 200 metri. Dal punto di vista organizzativo e della viabilità, la manifestazione ha rappresentato una sfida complessa: per garantire sicurezza e fluidità degli spostamenti sono stati impiegati 70 operatori della Polizia Locale e 60 volontari della Protezione Civile.

Margherita Granbassi prende la fiamma olimpica
Margherita Granbassi prende la fiamma olimpica

Il convoglio olimpico che ha seguito il tedoforo era lungo almeno 800 metri e la viabilità, inevitabilmente, subi rallentamenti e disagi, anche se non è stata prevista la chiusura di strade, ma il blocco dinamico della circolazione seguendo l’avanzare della fiaccola. 

L'attesa in piazza Unità. Foto Lasorte
L'attesa in piazza Unità. Foto Lasorte

Limitazioni e deviazioni riguarderanno anche le linee degli autobus: le variazioni sono state  in base alle esigenze operative del momento, sempre in base all’avanzamento del convoglio olimpico nell’arco temporale compreso fra le 17 e le 19.30.

 

Il passaggio a Ronchi e Monfalcone

Grande festa ed entusiasmo anche a Ronchi e Monfalcone. “Lo spirito olimpico non ha età”: c’era scritto così sullo striscione che gli ospiti della residenza protetta per anziani Domenico Corradini di Ronchi dei Legionari hanno issato al passaggio della fiamma olimpica. Un segno tangibile della grande festa che si è consumata davanti alla lunga carovana di Milano-Cortina 2026 e, soprattutto, davanti ai 29 tedofori che si sono dati il cambio lungo le due tappe di Ronchi dei Legionari e Monfalcone.

 

Il primo passaggio di testimone, attorno alle 15.20, nella centralissima piazza Oberdan, a Ronchi dei Legionari, tra Gabriele Vidoni e Francesco Fior, il tutto davanti a non meno di 3mila persone e con la banda della società filarmonica Giuseppe Verdi che ha intonato l’inno di Mameli e l’inno alla Gioia.

Giovani e meno giovani, tante scolaresche, rappresentanti delle associazioni in divisa e con i loro gagliardetti hanno accompagnato questo momento di grande emozione. Migliaia le persone anche a Monfalcone, prima dell’avvio della tappa finale in direzione di Trieste. La curiosità per un evento storico è stata grande e ciò, va detto, per la soddisfazione degli organizzatori.

 

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